Domenica 07 Marzo 2021
   
Text Size

LA MUSICA OLTRE LA MALATTIA: SERATA PER ARISLA

arisla 

La musica ha il potere, in un miscuglio di note e senza bisogno di parole, di impastare assieme speranza e solidarietà. Ha il potere di distrarre la paura, di mitigare il dolore, di concedere uno sguardo “oltre”. Questo è il regalo che ogni anno gli amici di Antonio confezionano per l’amico musicista, e per tutti i turesi.

Il concerto per Arisla, appuntamento annuale con la musica, è insieme una serata serena e angosciante. Serena perché ogni anno gli amici si ritrovano, come in una rimpatriata, a raccontarsi, a preparare un regalo che possa essere gradito ad Antonio il musicista, maestro di fagotto presso il Conservatorio, ma soprattutto ad Antonio l’amico. Angosciante perché ci si ritrova ogni anno, come il precedente, disarmati di fronte alla Sla, o forse semplicemente armati delle stesse armi: la tenacia, il coraggio, la voglia di vivere.

La Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia delle cellule nervose motorie, che recano ai muscoli i comandi del movimento volontario, è una malattia “rara” per la comunità scientifica. Non per il sentire comune, dal momento che in chi ne sente parlare, anche solo una volta, resta indelebile come esempio di malattia drammatica, difficile da gestire e dai bisogni complessi.

La serata musicale dedicata ad Antonio, nostro concittadino malato di Sla, serata di raccolta fondi perchè la ricerca riesca presto a trovare cause e cure di questa malattia, è stata ospitata nel salone di Villa Menelao in piena atmosfera natalizia, domenica 4 dicembre.

Ha introdotto Teresa Mirizio, mentre Raffaele Valentini ha prestato la voce ad una lettera che Antonio scriveva per il concerto di tre anni fa, in cui spiegava come la sua quotidianità fosse fatta di violenza: violenza da parte della natura, della società che emargina il dolore e dello Stato, spesso assente ma poi troppo presente tramite mille vessazioni burocratiche.

Teresa Mirizio ha invitato a parlare il prof. Giancarlo Logroscino, per poi lasciare spazio al vivo della serata, e ai musicisti del Conservatorio di Monopoli. Il maestro Francesco Petracchi, musicista di fama internazionale, classe 1937, ha fatto il suo ingresso in sala assieme al suo inseparabile contrabbasso, accompagnato da un raggiante maestro Michele Cellaro, tra gli applausi. I musicisti hanno suonato, tutto d’un fiato, il “Divertimento concertante” di Nino Rota. Petracchi, solista, ha incantato la platea. É seguita una fantasia di musiche da film di Nino Rota, elaborate dal maestro Cellaro, che ha diretto magistralmente l’orchestra. Un mix tra Il giornalino di Giamburrasca e Otto e mezzo, Amarcord e La dolce vita, musiche che sono patrimonio di tutti: non poteva essere fatta scelta migliore per ricordare Nino Rota nel centenario della sua nascita.

La serata si è conclusa con il lungo applauso dei presenti, in piedi. Il maestro Cellaro ha ringraziato tutti, per poi salutare la platea con Il valzer di commiato del Gattopardo: “Con questo sottofondo potete uscire, sperando che possa uscire presto anche la Sla dalle nostre vite!”

Teresa Mirizio invita infine a parlare i ragazzi della “Raffaele Resta”, che avevano preparato un pensiero per l’occasione, ma tutti stanno già andando via. Si sono persi nel rumore di sedie spostate, nel rincorrersi dei saluti, le parole di speranza dei ragazzi e il sogno di un futuro in cui non esistano malattie inguaribili.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.