LA TRADIZIONE TURESE NELLE PAGINE DI DEL RE

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Uno spazio suggestivo, quello della Piazza San Nicola, ha ospitato, nella serata di sabato 9 luglio, la presentazione del libro di Pasquale Del Re, “U Fermàgge Pùnde”.

Un percorso nella memoria storica della nostra cultura e dei nostri stessi nonni, raccontati nelle parole dei personaggi che abitano il nuovo lavoro letterario del sociologo turese e accompagnato, passo dopo passo, dalle nostra redattrice Monica Notarnicola, moderatrice della serata.

Semplicità e tradizione, racchiusi nei ricordi dell’autore che, sostenuto dallo sponsorizzatore del libro e dagli amici Raffaele Valentini e Mino Miale, ha ridato lustro alla lingua della nostra comunità: il dialetto.

Emblematico è il titolo scelto: “U Fermàgge Pùnde”. Cibo oggi vietato per questioni igienico- sanitarie, ma che racchiude la tradizione dei turesi che lo consideravano un piatto prelibato. Con questo libro, il secondo di Del Re, si vuole lasciare traccia e veicolare la tradizione di Turi, perché la “cultura è lo strumento più veloce e facile” per diffondere e far arrivare a tutti la memoria storica di una comunità.

Ma cosa c’è di più tradizionale della stessa lingua parlata? “Una lingua ancora viva, ma che va sempre coltivata” – commenta così il prof. Valentini che definisce il libro dello scrittore “un omaggio alla nostra tradizione linguistica”. Il dialetto, lingua da alcuni disprezzata e per molti oscura, “dovrebbe essere elevato e quindi usato e apprezzato non solo nell’ambiente familiare, ma anche in quello scolastico”, perché altrimenti sarebbe destinato a scomparire.

A raccontare della memoria storica turese, Mino Miale che ha ripercorso detti, espressioni, azioni e tipicità di una Turi che sembra ormai lontana, ma che si ritrova soprattutto nel paese vecchio, dove tutto sembra voler essere conservato, come in un piccolo presepe, dai suoi abitanti. Una finestra nel passato, anche non molto lontano, rivissuto negli sketch che hanno animato la serata. Scherzose le scenette tratte dal libro “U Fermàgge Pùnde”, che, in vernacolo, hanno fatto rivivere stralci di vita quotidiana. Ad interpretarli, Irene Mastronardi, nei panni di Iannin, Francesca Gentile, in Comma’ Mariett, Carmela Cannataro in Comma’ Antoniett e Domenico De Bene in Peppin.

Un plauso al lavoro realizzato è andato dall’Amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore Franco D’Addabbo, che ha elogiato l’obiettivo che l’autore ha voluto raggiungere con questo libro: conservare e rendersi portatore di una parte del passato cittadino e familiare che altrimenti si perderebbe con l’ultimo conoscitore.

“Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa raccolta di memorie storiche e tutti gli intervenuti alla serata – ha commentato in conclusione Pasquale Del Re. Obiettivo – ha aggiunto-  è portare questo progetto teatrale anche a Lussemburgo, dove oggi risiedono molti dei nostri concittadini”.