Giovedì 17 Ottobre 2019
   
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ALLA SCUOLA MEDIA PER PARLARE DI DONAZIONE

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“Prevenire è meglio che curare”, recitava un famoso slogan pubblicitario, ma anche se è trascorso diverso tempo da quando veniva ascoltato in televisione, risuona ancora fortemente attuale ed appropriato quando si vuol parlare di temi che riguardano la salute umana.

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Prevenire comportamenti a rischio ed informare gli adolescenti sulla tematica della donazione è la finalità che la FIDAS di Turi, con una parte delle sue associate, è stata chiamata a realizzare nella mattinata di sabato 16 aprile. Nella sala teatro della Scuola Media “R. Resta” di Turi, ha accolto le curiosità dei ragazzi delle terze medie che, accompagnati dalle docenti, hanno partecipato a questo incontro di sensibilizzazione sulla donazione del sangue.

 

La FIDAS, da 20 anni come associazione sul territorio turese, accoglie fortunatamente un numero sempre crescente di iscritti, ma come tutti possono immaginare, è necessario un continuo rinnovo di presenze perché “non tutti possono donare oltre i 65 anni di età”.

Necessarie, pertanto, si inquadrano queste campagne informative nei confronti di ragazzi che, adolescenti, sono spesso guidati in comportamenti devianti solo per sentirsi più grandi, per far parte del gruppo. Iniziare quindi a far comprendere l’importanza di uno stile di vita lontano dalle classiche trasgressioni giovanili può salvare non solo la vita del prossimo, delle persone a loro più care, ma anche la propria.

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Non è mai troppo presto per far capire a chi si appresta ad entrare nel mondo della società e camminare con le proprie gambe il valore di una vita sana e controllata, fondamento di possibilità per poter intraprendere, anche per curiosità, piccoli gesti di amore.

Perché di questo si tratta. Dare speranza di vita e di salvezza a chiunque ne abbia bisogno. Dalla donazione del sangue, alla donazione degli organi, i ragazzi delle terze classi si sono dimostrati interessati ed incuriositi da questa chiacchierata che, seppure a tratti dura nei contenuti, è stata specchio di una immagine di società giovanile che risulta a volte inadeguata per la donazione del sangue.

La facilità nell’uso di alcolici o nell’acquisto di droghe, dalle più leggere alle più pericolose, compromette spesso l’individuazione di nuovi donatori. Pertanto utile è parlare e porre questi nuovi soggetti sociali dinanzi a delle responsabilità che li accompagnerebbero per il resto della loro vita. Donare, infatti, non è solo un gesto saltuario o periodico. Donare è regalarsi uno stile di vita consapevole e rispettoso di se stessi, perché solo così è possibile essere d’aiuto per gli altri.

 

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