EMOZIONI TRICOLORI CON LA II A E LA MORELLI

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Milano è occupata dagli Austriaci e c’è aria di rivolta.

La miseria si fa sentire, manca la farina per il pane, crolla la Borsa, scoppia lo sciopero del tabacco e la popolazione è sempre più esasperata. È un mondo in fermento quello a cui Enrico, uno dei “ragazzi delle barricate” del romanzo della Morelli, si sta affacciando nella sua adolescenza difficile di povero orfano del collegio dei Martinitt.

I ragazzi che abitano il testo non sono semplici adolescenti, bensì eroi senza patetismo, buoni senza stucchevolezza e soprattutto, incoscienti, come solo può esserlo un ragazzo della loro età. Questi, gli unici elementi che accomunano i tre ragazzi che hanno un unico sogno: la Libertà.

Tema quanto più attuale, non soltanto per le vicissitudini che stanno coinvolgendo le popolazioni del Mediterraneo, quanto strettamente nazionale: 150 anni dell’Unità d’Italia.

È l’elemento che, nella mattinata di venerdì 25 febbraio, ha riunito i ragazzi della Scuola Media ‘R. Resta’ di Turi nella Sala teatro che ha accolto l’autrice Daniela Morelli. Ospitata a Turi dal Presidio del Libro, la Morelli ha goduto di uno spettacolo introduttivo organizzato dai ragazzi della 2 A che ha portato in scena passi de ‘I ragazzi delle barricate’.

Dal preside, prof. F. Brienza, ai ragazzi, docenti, personale scolastico, membri del presidio, Tutti con una coccarda tricolore, simbolo dell’Italia Unita e della tanto combattuta libertà.

“Sono sempre entusiasta di venire qui in Puglia, di incontrare voi ragazzi, perché riesco a cogliere nei vostri occhi quella curiosità, stupore, passione e speranza che negli occhi dei ragazzi milanesi non colgo più. Credo nell’importanza dei sogni, di coltivarli perché sono il nostro futuro” – commenta la Morelli, alle domande dei ragazzi.

Autrice di narrativa per ragazzi, dalle sue stesse parole apprendiamo una vena di incanto e di nostalgia per quello che l’età adolescenziale riserva e che forse fa rivivere nei suoi personaggi. I sogni, gli ideali, i caratteri di ribellione, la forza e la grinta che gli adolescenti dimostrano, sono al centro della sua scrittura. “A volte prendo spunto da vicende storiche,  - continua Daniela Morelli - creo personaggi che sono un puzzle di persone da me conosciute. Nella fattispecie, Enrico Minazzi è l’alter ego di mio nonno. Ho voluto raccontare nel suo personaggio lo spirito formidabile di nonno ‘Rico, traslata in un’altra epoca. Come i personaggi, anche i luoghi cono veri, anche se oggi non esistono più, bombardati e ricostruita, ma con altre finalità”. Sono luoghi di un passato rimasto impresso nella mente di coloro che, come i ragazzi del libro, li hanno vissuti, sofferti ed amati. È una Milano che oggi non c’è più, ma con questo testo, come ammette la scrittrice “ho voluto riabilitare la città che amo e che ora è terribile”.

Un’occasione unica, quella offerta ai ragazzi della scuola media turese e tutti coloro che vi hanno partecipato. Godere della compagnia e delle riflessioni di una donna, figlia, madre, scrittrice il cui lavoro varcherà le soglie del Quirinale dove, l’8 marzo, il presidente Napolitano accoglierà la Morelli e “I ragazzi delle barricate”.