FRANCO CAPRIO RACCONTA ‘IL SEGRETO DEL GELSO BIANCO’

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Vincitore del premio ‘LibriaMola’2010 e finalista del premio ‘via Po’ di Torino.

Nell’insolito spazio della caffetteria “Il bacio”, nella serata di ieri, il Presidio del Libro di Turi ha voluto omaggiare due amici e scrittori conterranei autori de “Il segreto del gelso bianco”, già conosciti lo scorso aprile.

Presente solo Franco Caprio, ha ricevuto i complimenti dei presenti per questo primo lavoro letterario, vincitore premio "LibriaMola" 2010 e perché  ufficialmente finalista al Premio Letterario “Via Po” di Torino insieme, tra gli altri, a “Nonna Carla” di Alain Elkann, “L’ultima riga delle favole” di Massimo Gramellini, e “La sposa gentile” di Lia Levi.

“Un orgoglio per noi pugliesi – commenta Alina Laruccia, referente turese del Presidio del Libro – non solo per un libro scritto da pugliesi, accolto e apprezzato in tutta l’Italia e pubblicato da una casa editrice pugliese”.

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Chi è il gelso bianco, personaggio silente, ma denso di significato?

 

“L’albero del gelso è un albero carico di dolci e amari ricordi, in una campagna che richiama fortemente quella turese, e al quale una bambina confida il suo segreto, mentre intere generazioni trascorrono le loro esistenze alla sua ombra. I protagonisti del libro vivono all’ombra del gelso che considerano il loro punto di riferimento. Sotto di lui si muovono ben quattro generazioni, 100 anni di storia, gente di Puglia e gente d’Italia”.

La narrazione orale, la musa ispiratrice, accompagna tutte le pagine del romanzo, porgendo al lettore la possibilità di conoscere sempre nuovi nomi, nuove vite, nuove esperienze e suscitare nuove emozioni.

L’esordio letterario di questo romanzo scritto a quattro mani racchiude la storia di un segreto confidato da una bambina dapprima a un albero di gelsi bianchi, frutti eduli tipici pugliesi, e poi consegnato alle pagine di un diario. Il romanzo narra la storia di una donna dal nome Marianna, della sua famiglia e di un piccolo paese rurale “Merignano”, nome di fantasia,  che si sviluppa nell’arco del Novecento, tra la Murgia, Torino  e gli Stati Uniti d’America. Il viaggio funge da elemento trainante del romanzo tra speranze e illusioni, gioie e sofferenze, superstizione e religiosità, maldicenze e pregiudizi, in  un turbine di sensazioni e sentimenti forti. I due autori hanno esaltato la lingua, contaminata da influenze dialettali, nei dialoghi avvincenti del romanzo «Il segreto del gelso bianco» (Besa Editrice), a tratti ironici e taglienti, a tratti drammatici e toccanti che hanno evidenziato le esperienze ricche di contenuti di diverse generazioni pugliesi del XX secolo. Le meticolose ricerche storiche sui fatti narrati perfettamente  abbinate alla poesia delle parole invitano alla lettura di pagine narrative coinvolgenti ed emotive, arricchite dalla familiarità con le tradizioni culturali pugliesi.