HO RUBATO LA PIOGGIA CON ELEUTERA

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Con l’ausilio dei ragazzi di una classe terza della scuola media “R. Resta” di Turi, guidati dalla prof.ssa Girolamo, presso la libreria Eleutera di Turi, il Presidio del Libro ha ospitato nella serata di domenica 10 ottobre, Elisa Ruotolo. Definita dalla critica “migliore autrice esordiente”, la Ruotolo ha presentato “Ho rubato la pioggia”.

Libro d’esordio, racchiude tre storie, tre racconti lunghi, che sono lo specchio di una provincia campana superstiziosa, una terra di mestieri inverosimili da tempi immemorabili. Storie di gente che vive tra le coppe di latta dei tornei di paese e l’oro comprato nei vicoli di Forcella per rivenderlo in casa. Apparentemente immobile, è sotterraneamente brulicante, si muove interamente attorno al tema della famiglia. In tutti e tre i racconti è la donna, come madre, che alimenta e determina la vita di coloro che le stanno attorno, che lei crea.

“La famiglia plasma il futuro cittadino e grazie alla mia esperienza mi è capitato di capire che ogni figlio è specchio della famiglia in cui nasce e cresce e porta con sé il bagaglio della sua famiglia” – ha commentato la Ruotolo.

Nel primo racconto, il figlio dell’allenatore di una squadra di calcio che perde in continuazione entra al posto del centravanti e la squadra comincia a vincere. E vince tanto che iniziano a chiamarlo “Molto leggenda”. L’osservatore di un club lo seleziona, ma nei campi di serie A il ragazzo si perde. Non si sente all’altezza e si rende conto che non vuole essere una leggenda, un eroe, ma una persona “normale”.

Il bambino è tornato a casa” racconta di una madre che perde suo figlio e lo attende invano per tanti anni. La sua vita “va a rotoli”, finché un giorno, davanti alla porta di casa, si presenta un uomo, forse suo figlio.

Il ragazzino senza madre di “Guardami”, invece, abita con il padre e con Silvia, una ragazza che vive pulendo le case degli altri. Cesare, l’amico di famiglia, si innamora di lei ma non riesce a dirlo. Il giovane narratore s’insinuerà in modo decisivo nello scambio silenzioso.

In ogni racconto c’è una fuga, un lento ma inesorabile sparire di chi “non ha saputo più tornare”. Tutti sono alla ricerca di qualcosa senza ben sapere cosa e, ognuno a suo modo, finisce per ritrovarsi in un determinato momento a “rubare la pioggia”, cioè a tentare l’improbabile, ad assumere un ruolo improprio, ad imitare in modo beffardo la vita.

"Elisa Ruotolo ha un vero dono narrativo" - scrivono le critiche, e lo ha riconosciuto anche Alina Laruccia. Le sue storie costruiscono un mondo con tranquilla ineluttabilità, e poi lo sospendono a quei piccoli scarti della vita che somigliano al destino. Non è un caso che lei nomina Fante, Carver, ma anche Pessoa e Céline, dai quali riprende uno stile scabro e paziente. “Attenzione per le cose minime dell’esistenza” – sottolinea l’autrice. La sua scrittura, come la sua presenza, quasi a voler chiedere scusa per il fastidio recato ai presenti, sono gli ingredienti per poter raccontare la realtà da angolazioni non convenzionali, ma con movimenti minimi dell’occhio narrativo.

Un ringraziamento finale della Ruotolo è andato ai ragazzi della III media della prof.ssa Girolamo che hanno reso visivamente con la loro rappresentazione il leggendario mondo di Federico “Molto Leggenda”.