Domenica 14 Agosto 2022
   
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INCONTRO TRA TURESI E COMUNITÀ BANGLADESE

bangladesh

Un incontro casuale avvenuto lo scorso sabato 18 settembre ha offerto a due ragazzi di Turi l'occasione per uno scambio culturale tra due realtà lontane geograficamente, ma accomunate da uno spirito di nazionalità molto forte. Nel verde del Parco due Giugno a Bari, accompagnando l’ambasciatore del Bangladesh, Masud Bin Momen, nei pressi di un nascente monumento fatto erigere dalla comunità bangladese residente a Bari, una piccola delegazione di questa ha voluto sottolineare il proprio ringraziamento all’Italia e al popolo barese per questo importante simbolo.

masud

“Questo monumento – ci spiega l’ambasciatore Masud Bin Momen – rappresenta molto per il nostro Paese”. Eretto per imprimere nella memoria storica un ricordo tragico che ha segnato il Bangladesh nel 1952, sta prendendo forma a Bari in segno di amicizia tra il popolo barese e quello bangladese. Ma non è solo un simbolo, bensì rappresenta per tutti i bangladesi della provincia di Bari un luogo d'incontro, un luogo fisico. E' un pezzo del loro Paese all'interno del nostro, “emblema di pace tra i popoli e di unificazione nazionale sotto un’unica lingua madre” – come apprendiamo da uno di loro.

L'episodio, cui fa riferimento il simbolo collocato in Largo 2 Giugno, risale al lontano 1952. Dopo questa data, il popolo del Bangladesh ricorda ogni anno il 21 febbraio come la gloriosa e indimenticabile Giornata dei Martiri della Lingua (Shaheed Day). Su proposta del Bangladesh, l'Unesco ha proclamato il 21 febbraio “Giornata Internazionale della Lingua Madre” dei popoli, a seguito di una precedente dichiarazione del 17 novembre 1999. Ben “188 Paesi promuovono la diversità linguistica e l'istruzione multilingue per diffondere la tradizione culturale sulla base della comprensione, della tolleranza e del dialogo”.

Per comprendere, bisogna fare un passo indietro. Nel mese di agosto 1947, quando l'India venne divisa, il Bengala, fu spezzata in due. La parte occidentale rimase entro i confini dell'India. La parte orientale fu inglobata nel Pakistan. I pakistani cercarono da subito di distruggere la lingua Bangla e la cultura del popolo e imposero nuovi usi e una nuova lingua, l’urdu.

Sorse un movimento in difesa della lingua bangladese. Il governo pakistano decise di sedare le proteste con la forza bruta. La polizia aprì il fuoco il 21 febbraio 1952 sugli inermi manifestanti pacifici, molti dei quali erano studenti, causando la morte di molti di loro. Non appena la notizia si diffuse, l'intero popolo dell'ala orientale si sentì coinvolto emotivamente e definirono coloro che avevano perso la vita per difendere i diritti della loro madre lingua “martiri santificati”. Il monumento barese intende ricordare quell'eccidio. Il loro sacrificio, al tempo stesso tragico e glorioso, esprime l'indignazione di un popolo contro un governo autocratico. Il 21 febbraio è diventato un simbolo, il Shaheed Day. È nutrito di concetti quali la pace, la democrazia e la laicità. Il 21 febbraio ha contribuito alla fioritura del Bangladesh.

“Il 21 febbraio, è la giornata internazionale della madrelingua” – insiste un bangladese residente a Bari. “La celebrazione di quella giornata consente a noi di celebrare il tributo di sangue versato dal nostro popolo per potersi riappropriare della propria identità culturale. A partire da quel giorno il popolo del Bangladesh ha avuto come unico obiettivo quello di liberare il suolo patrio da ogni dominazione straniera. L'autonomia statuale e politica l'abbiamo ottenuta nel 1971”. Il passo ulteriore sarà il riconoscimento del bangla come lingua internazionale.

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