A TURI SAN POMPILIO MARIA PIRROTTI

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Oggi, 15 luglio, la Chiesa Cattolica ricorda San Pompilio Maria Pirrotti, nato a Montecalvo Irpino il 29 settembre 1710 e morto a Campi Salentina il 15 luglio 1766.

A San Pompilio è legato il nome di Turi, dove giunse nel 1733 e qui studiò presso l’attuale Chiesa di San Domenico. Questa fu costruita nel 1644. Si presenta ad aula con cappelle laterali e sullo sfondo, si nota la tela che rappresenta San Domenico in adorazione della Vergine con colonne laterali. Di altissimo valore artistico sono le statue di San Rocco, e San Pompilio Maria Pirotti. La Chieda si San Domenico era la chiesa del collegio dei Padri Scolopi che, nel XVIII secolo, s'impegnarono per debellare l'analfabetismo. È qui che studiò San Pompilio Maria Pirrotti. Il collegio oggi è la sede del Municipio del Paese.

SAN POMPILIO MARIA PIRROTTI era figlio del nobile Girolamo Pirrotti e Orsola Bozzuti. Il 30 settembre ricevette il battesimo nella Chiesa Collegiata dell'Assunta di Montecalvo Irpino (Avellino). Entrato nell'Ordine delle Scuole Pie (Scolopi, Piaristi), fondato da San Giuseppe Calasanzio nel 1617, assume il nome di Pompilio in ricordo del fratello morto in seminario.

Non sempre compreso da superiori e autorità, gira per varie regioni d'Italia, producendo un vasto epistolario confidenziale e di direzione spirituale.

Il 2 febbraio 1727 vestì l’abito religioso degli Scolopi, nel Noviziato di S. Maria di Caravaggio in Napoli e alla fine del primo anno di noviziato, ottenuta la dispensa del secondo anno di prova, il 25 marzo 1728 fece la professione solenne in Brindisi con i voti di povertà, castità, obbedienza e quello di istruire la gioventù secondo la Regola dell’Ordine, nel contempo cambiò il nome in Pompilio Maria.

Da Napoli fu poi inviato a Chieti per continuare gli studi di filosofia, ma ammalatosi e nella speranza che il cambio di clima avesse potuto giovargli, fu trasferito a Melfi (Potenza) dove proseguì con successo gli studi sacri e profani. Nel 1733 con la fama di teologo e non ancora sacerdote, andò a Turi (Bari), dando inizio all’insegnamento delle lettere e a quello di educatore della gioventù.

Rientrato nel Regno di Napoli, è assegnato alla Casa Scolopica di Campi Salentina (Lecce), in qualità di Superiore e di Maestro dei Novizi. Durante la carestia distribuiva "fettoline di pane" ai poveri.

Propagatore della devozione al Sacro Cuore di Gesù (ne scrive la prima novena in Italia), all'eucaristia e alla Beata Vergine Maria, che chiamava Mamma Bella, diffuse la pia pratica della Via Crucis. È detto anche martire del confessionale, dal quale viene tratto quasi esanime. Pompilio muore il 15 luglio 1766 nella città salentina.

È beatificato nella Basilica di San Pietro da papa Leone XIII nel 1890. Il 19 marzo 1934 papa Pio XI, Achille Ratti, lo canonizza. Le sue spoglie sono conservate in Puglia, nella chiesa dello Spirito Santo, ora Santuario di San Pompilio a Campi Salentina.

Il 2 luglio 2006, in un parco della città di Campi, gli viene dedicato un monumento: la figura del santo che dona il pane a due bambini poveri, segno della grande vocazione che San Pompilio perseguì nella sua vita. Il 2010, terzo centenario dalla nascita, è stato indicato come anno pompiliano.