Sabato 14 Dicembre 2019
   
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ANTONIO GRAMSCI DA ERETICO AD ICONA

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Venerdì scorso, 11 giugno, presso la Biblioteca Comunale c’è stata la presentazione del libro del Sen. Angelo Rossi: “Gramsci da eretico a icona”. Lo scrittore è intervenuto illustrando la situazione di Gramsci negli anni tra il 1930 e il 1945, quando, cioè, subiva l’ostracismo del comunismo. “Si è taciuto a lungo su di lui. Durante il fascismo non era possibile pubblicare. La fortuna di Gramsci inizia con la Repubblica Democratica del 1947, quando le “Lettere dal carcere” riscuotono un grande successo. Einaudi pubblica le sue opere. Anche gli avversari politici gli rendono omaggio. Il suo antagonista e “amico spirituale” Benedetto Croce gli fa una recensione. Togliatti ha avuto un grande merito all’interno del loro rapporto di incontro-scontro: quello di salvare le sue opere dal macero. Gramsci è colui che rovescia l’egemonia crociana. La nuova cultura repubblicana sosteneva il pensiero di Gramsci. Quest’operazione era rivoluzionaria, per nulla scontata all’interno dello stesso partito comunista. Togliatti rivaluta Gramsci nonostante la disapprovazione del partito. Il comunismo di Gramsci era, infatti, diverso dall’impostazione comunista staliniana. Si leggeva il “Materialismo Dialettico e Materialismo Storico” di Stalin. Il pensiero gramsciano è fondamentale, perché, egli afferma che per governare bisogna conoscere e studiare la società. Non si governa una società con il bastone, senza produrre il consenso.”

L’ ing. Luigi Ferlicchia, Presidente dell’Associazione del Centro Studi “A. Moro” di Bari, dopo i saluti, ha affermato che Turi “sta acquistando una peculiarità grazie a personaggi importanti come Gramsci, Resta e Moro. Gramsci ha lasciato a Turi un indelebile segno storico politico culturale della propria presenza.“ Il vicesindaco Franco D’Addabbo ha lanciato l’idea, a nome dell’amministrazione comunale, di voler organizzare un laboratorio politico che crei i fondamenti politici, per i neofiti della politica, a prescindere dalla destra o dalla sinistra, con l’insegnamento dell’evoluzione del pensiero politico del ‘900 e la conoscenza dei padri del pensiero politico moderno“ per fornire uno spaccato esaustivo del pensiero filosofico e politico, e creare i presupposti per cambiare la politica. E’ difficile avere un’idea politica comune. Queste iniziative creano i presupposti per approfondire l’argomento.”

Il contenuto del libro, attraverso quei momenti che hanno consacrato l’attualità del pensiero politico gramsciano, trasformandolo da eretico ad icona, è stato, infine, illustrato dal prof. Marcello Montanari, docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università Aldo Moro.“ Gramsci assume la costituente come nucleo del proprio campo teorico. Nel “quaderno 22” egli scrive delle note sulla composizione sociale di Napoli, definendola parassitaria e non concorrenziale con l’America. La questione meridionale va confrontata con l’America. L’americanismo/fordismo è l’organizzazione dell’intera società sulla base dei consumi e della democrazia di massa. Bisogna riorganizzare Napoli e il Meridione, togliendo i “pensionati nella storia”, quelli che, cioè, vivono grazie alle rendite del passato. Molta parte dei baresi vive su rendita parassitaria, ottenuta tramite eredità. Non è semplicemente un classico. Va usato per il presente. Gramsci analizza il mutamento del mondo che si ha con l’americanismo che cambia la struttura del mondo del ‘900 in virtù dell’egemonia acquisita con il primato nella capacità produttiva.

La riflessione di Gramsci ci dà il senso della sua epoca e di alcuni aspetti specifici della nostra era. Cos’è, ad esempio, la crisi attuale? E’ cambiata di nuovo la struttura del mondo. L’asse è al centro del pacifico, in Cina e non più in America. La battaglia fondamentale va fatta sul terreno dei consumi, sul governo del mercato. La nuova società deve seguire la base del sistema americano perché solo così è possibile uno stato democratico.”

Commenti  

 
Mariolina
#1 Mariolina 2010-06-22 00:20
Bello questo articolo!!!!A Turi c'è molta cultura. Ma come mai mancava all'incontro proprio la sinistra tanto legata a Gramsci?
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