SAN LUIGI E LA GRANDINE, STORIE DAL PASSATO

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C'era una volta a Turi, il 21 giugno di ogni anno, la processione di San Luigi.


Da tempo immemorabile, a Turi vi era una fervente devozione nei confronti di San Luigi, patrono dei giovani. Il 21 giugno di ogni anno vi era un processione solenne, e la statua del santo veniva portata a spalla per le vie del nostro paese.  Per il resto dell’anno,  era ospitata in una delle cappelle laterali della chiesa Madre. 

Ma questo accadeva tanto tempo fa … 

Un 21 giugno di tanti anni fa, agli inizi degli anni Trenta, ci fu una violenta grandinata, tra le peggiori che le generazioni contadine potessero ricordare, una gradinata che distrusse i campi di grano, oltre a danneggiare gli alberi delle ciliegie (a quei tempi, senza alcun "anticipo" climatico o chimico,  in questi giorni si era nel pieno della raccolta).

Ciò fu giudicato imperdonabile da parte del Santo, a cui era dedicata una così sentita devozione. Come poteva San Luigi aver permesso una cosa simile? Fu così che la comunità turese decise, a furor di popolo, che San Luigi non meritava alcuna devozione e che non sarebbe stato portato in processione mai più, e così è stato fino ai giorni nostri!

La statua è rimasta nella Chiesa Madre per anni, dimenticata da tutti, e i particolari di questa storia si sono in parte persi nella trama della memoria.  

Oggi, la statua di san Luigi non è più esposta alla devozione della cittadinanza. Non sappiamo se sia stata conservata da qualche parte o se si sia deteriorata col passare degli anni. 

Ma ancora oggi c'è chi, bambino all’epoca dei fatti, ricorda questa vicenda, e, per chiudere in maniera bonaria amichevoli discussioni con parenti  o amici  che portano il nome di Luigi, non esita a rivangare il passato: "Stàtte cjìtte tùje! Che 'na vòlta t'assèrene e gran'nìsti!" (Stai zitto tu … dato che una volta ti portarono in processione … e facesti grandinare!)


CHI ERA SAN LUIGI

San Luigi Gonzaga viene ricordato il 21 giugno, nel giorno della sua morte, avvenuta nel 1591.  Figlio del duca di Mantova, a 10 anni aveva chiaro  in mente come sarebbe stata la sua vita:  avrebbe seguito Cristo. A 12 anni ricevette la prima comunione da san Carlo Borromeo;  rinunciò all’eredità paterna, condusse una vita semplice, a servizio degli ultimi. Morì 23enne durante l’epidemia di peste, contagiato mentre trasportava sulle spalle un moribondo.