UNA DISCARICA A CIELO APERTO, VERGOGNA!

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Polveriera “Giannini”. Una realtà nelle campagne dell’omonima contrada turese, densa di storia. Era quello l’obiettivo dei tedeschi all’indomani dell’armistizio italiano con gli Alleati, per poter catturare i rifornimenti e le munizioni che, in fuga dal nemico americano, e in risalita verso Foggia, servivano per i sanguinosi soldati della Wehrmacht. Quella zona, oggi, è stata quasi integralmente ripulita dalle pericolose lastre di amianto che, in quell’area, erano sparse, e che costituivano un pericolo ambientale di non poco conto, data l’altissima possibilità di inquinamento delle falde acquifere (e si ricorda che in zona vi sono dei pozzi artesiani che distribuiscono acqua giornalmente), delle coltivazioni, ma soprattutto dell’aria. Gravissimi quindi i rischi che si correvano.

Sembra che i problemi siano finiti lì, con lo smaltimento di quelle lastre. Non è così. Chiunque si avventuri nella zona di pertinenza potrà vedere, percorrendo la strada comunale che sbocca sulla strada provinciale Sammichele – Putignano, un pietosissimo spettacolo, un vero e proprio scempio ambientale di grosse proporzioni: il confine tra la ex Polveriera Giannini e la suddetta strada comunale è quasi completamente pieno zeppo di rifiuti di tutte le categorie: plastica, carta, vetro, pericolose lastre di amianto sbriciolate e coperte dal muschio invernale; persino tanti scarti dell’edilizia (mattoni rossi forati, tufi, cemento, polveri di cemento e derivati), e dell’agricoltura.

Lo spettacolo più aberrante è quello rappresentato da una serie di tubi di plastica nera, sparsi per terra in diversi punti e disposti su tanti cumuli. Tubi probabilmente derivanti da un qualche fondo della zona, utilizzati per il vecchio impianto idrico, data la presenza, attorno agli stessi, di una lunga linea di filo di ferro completamente arrugginito.

Ancor più incisivo e forte lo spettacolo, se si considera che poco più avanti, in un fondo confinante con l’area della Polveriera, si stanno installando pannelli solari. Da un lato, la grande attenzione per l’ambiente, per le fonti di energia rinnovabili, pulite e, a lungo andare, economiche per la comunità; dall’altro, uno scempio ambientale causato dalla scarsa civiltà di coloro che hanno contribuito, in tutto o in parte, a causarlo. Tutto ciò crea problemi non di poco conto per la società di smaltimento rifiuti turese, impegnata, a partire dalla persona dell’imprenditore Vito Catucci, a dare un fattivo, brillante e costante contributo alla pulizia dell’ambiente.

Bello sarebbe non scoprire il colpevole; non è questo il compito delle regole che noi comunità ci siamo dati, in quanto espressione di civiltà. Meraviglioso se i colpevoli dessero il loro contributo attivo, conservando l’anonimato, a ripulire con le proprie forze, anche economiche, l’area che loro stessi hanno maltrattato e ridotto a grande esempio di inciviltà e incuria per il nostro territorio.

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