STOP E PRECEDENZE: TURI UN PAESE NEL CAOS

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Turi, da realtà tranquilla e dolce pian piano si trasforma, si evolve: da paese di provincia a giungla. I problemi ci sono, e non riguardano politica o altro: riguardano regole basilari di convivenza civile che puntualmente non vengono rispettate.

Parliamo di traffico impazzito, di inquinamento acustico, di pulizia e decoro delle strade e dell'ambiente in generale.

Capita giornalmente ormai di trovarsi in situazioni di “viabilità anarchica”. A Largo Pozzi, all’incrocio tra via S. Maria Assunta e via XX Settembre, ben regolato dalla segnaletica, è all'ordine del giorno che auto non rispettino lo stop posto nella girata in direzione via Sammichele o via S. Maria Assunta; oppure, che si verifichi il non rispetto del dare precedenza posto sulla rotonda con la statua della Madonna per l'accesso a via XX Settembre o verso via vecchia Casamassima; o ancora, dello stop posto su via A. Orlandi per l'accesso a via XX Settembre (che è la girata più eclatante posto che puntualmente non si rispetti la rotonda stessa e si giri direttamente nella via suddetta, causando, almeno per ora, brusche frenate e piccoli battibecchi tra automobilisti). Tra l’altro l'ingresso in Largo Pozzi è interdetto sul lato della rotonda, poiché a quel largo si accede o tramite l'accesso posto sul lato della caserma dei carabinieri oppure da quello sul lato del bar Nottingham; o ancora, dall'accesso posto vicino il distributore di carburante.

Altro punto nevralgico è quello in cui via della Rinascita si riversa in via Tito Caracciolo: capita giornalmente di vedere auto che non rispettino questa direzione, posto che l'accesso da via Tito Caracciolo a via della Rinascita è interdetto da un divieto d'accesso per via della percorribilità a senso unico delle suddette strade in direzione via S. Maria Assunta. Senza poi parlare dello stop posto alla fine di via Giuseppe Orlandi per la svolta su via Dogali, via Sedile o via Maggiore Orlandi (zona: piazza del Municipio), sempre più snobbato dalla totalità dell'utenza stradale. Da ultimo, ma non meno importante, è lo stop posto su via Maggiore Orlandi (strada a diritto di precedenza rispetto a quella che costeggia piazza S. Pertini) all'incrocio con via Casamassima per la svolta su questa via o su via De Donato Giannini.

Altri potrebbero essere gli esempi, ma è bene fermarsi qui. Un'altra regola di convivenza civile è quella di non girare in auto con la musica a tutto volume oppure strombazzare con insistenza a qualsiasi ora del giorno solo perché il passaggio a livello in via Dogali, via Sammichele o via Putignano è ancora abbassato dopo che il treno è già passato. Non è bello, per chi dorme o chi si rilassa, magari alle 15, svegliarsi in quel modo.

Ultimo problema da affrontare, ma non meno importante, è quello della pulizia delle strade, degli spazi pubblici e dell'ambiente: abbiamo un ottimo staff di operatori ecologici, degno di nota, nonché un'efficiente azienda che si occupa di stoccare, riciclare e smaltire rifiuti; il problema, come sempre, è l'inciviltà dei cittadini, ad esempio quando si buttano le cicche o i pacchetti delle sigarette a terra, oppure, lattine, bottiglie, carte. Addirittura, escrementi di animali lasciati agli angoli delle strade (e il cartello affisso su via della Rinascita è testimonianza di una lamentela giusta e condivisibile da gente civile, soprattutto con queste alte temperature che favoriscono la fermentazione degli escrementi e la proliferazione di insetti).

In conclusione, Turi sembra essere un paese nel caos: e questo si evince soprattutto dal generale mancato rispetto delle basilari regole di convivenza civile. Sta a noi cittadini, ora, fare del nostro meglio.

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