Domenica 29 Gennaio 2023
   
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“Tortura in concorso”, arrestati tre agenti della Polizia Penitenziaria

carcere

I 15 indagati, tra cui c’è anche un turese, si sarebbero resi responsabili di atti di violenza contro un detenuto 41enne

Ieri, alle prime ore dell’alba, personale della Sezione di Polizia Giudiziaria ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica di Bari, nei confronti di 3 agenti del Corpo della Polizia Penitenziaria in servizio presso la casa circondariale del capoluogo, gravemente indiziati del delitto di “tortura in concorso” (artt. 110 e 613 bis comma 2, c.p).
Tra gli arrestati figura anche un agente turese (D.C., di 58 anni), coordinatore della sorveglianza generale.

In esecuzione della stessa ordinanza è stata altresì eseguita la “sospensione temporanea” dal servizio di dall’ufficio di appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria nei confronti 6 assistenti, a tre dei quali è stato contestato il delitto di “tortura in concorso”.

L'accusa

Come riferito nel comunicato stampa diramato dalla Procura, l’indagine, che vede nel complesso 15 indagati, è stata avviata a seguito di una segnalazione della Direzione e del Comando della Polizia Penitenziaria di Bari, riferita ad un evento del 27 aprile scorso quando il personale destinatario delle citate misure, in servizio presso le diverse sezioni del carcere, conseguentemente ad un intervento presso una cella di detenzione, infieriva, con plurime condotte violente dispiegatesi nell’arco temporale di circa quattro minuti, nei confronti di un 41enne detenuto.

La ricostruzione del fatti

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il personale della Polizia Penitenziaria, nel trasferire il detenuto dalla sua cella alla medicheria della struttura, poneva in atto gli atti di violenza consistiti in particolare, da parte di alcuni, nello sferrare calci e schiaffi e, da parte di altri, nel trattenere il detenuto “bloccato” sul pavimento sul quale era riverso, con la partecipazione omissiva di altri agenti che presenziavano agli atti di violenza senza impedirli. Inoltre, non veniva segnalata alcuna lesione sulla persona del detenuto, ricoverato presso l’infermeria della struttura di detenzione immediatamente dopo i plurimi atti di violenza subiti.

Nel corso dell’intera indagine è stata costante la collaborazione offerta da parte della Direzione dell’Istituto di pena e del Comando della Polizia Penitenziaria.

È importante ribadire che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine alle ipotesi di reato contestate, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

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