Domenica 29 Gennaio 2023
   
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Vandalizzate la ‘panchina rossa’ e la Chiesa di San Rocco

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Nel pomeriggio del 15 dicembre, l’assessore Imma Bianco rendeva noto sui social il miserabile e vile atto vandalico perpetrato ai danni della panchina rossa posizionata lo scorso 25 novembre in villa al fine di sensibilizzare la collettività sul tema della violenza di genere: «Il Centro Mobbing e Stalking contro tutte le violenze e la UIL Puglia – scrivevano il 16 dicembre - esprimono solidarietà ai cittadini e alle cittadine di Turi per il deprecabile gesto di violenza e vandalismo contro un simbolo della lotta alla violenza sulle donne, frutto dell’ottima iniziativa del Comune locale».

Il gesto ha lasciato tutti sgomenti, se non altro per la scelta, da parte dell’autore, di colpire un simbolo importante a distanza di così poco tempo. Volendo provare a dare un’interpretazione all’intento e al messaggio del vandalo, si intravede una certa rabbia nei confronti della religione cristiana: alla luce di ciò, per quanto poco possa cambiare il giudizio che ognuno di noi si è fatto di questa persona, il gesto andrebbe forse inteso come il desiderio impellente, tipico delle fasce adolescenziali, di esprimere con forza il proprio personale ateismo. Tuttavia, crediamo che sarebbe oltremodo scorretto addossare a priori tali responsabilità ai giovani, già troppo spesso ingiustamente bersagliati dalla collettività. In ogni caso, l’autore di questo messaggio farebbe bene a comprendere che il miglior modo di persuadere qualcuno si basa su forme espressive ben più raffinate e talvolta, purtroppo, subdole; non di certo vandalizzando o adoperando un linguaggio volutamente sgradevole al fine – si spera, involontario – di suscitare rabbia ed odio nell’interlocutore.

Da parte nostra, invece, dovremmo forse rimproverarci di non aver chiesto maggiore protezione per un simbolo che, per quanto forte, non può difendersi da solo. Il senso civico e la maturità, purtroppo, non sono ancora virtù universali e dunque, come accade con monumenti e siti di rilievo internazionale, in assenza di tutele, c’è da aspettarsi che qualcuno - col “prurito alle mani” - commetta sciocchezze, talvolta davvero deplorevoli: restare allibiti è fisiologico, ma, ahinoi, del tutto inutile.

COLPITA ANCHE LA CHIESA DI SAN ROCCO

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Situazione simile quella che vede purtroppo protagonista la Chiesa di San Rocco: «Nel giorno in cui hanno profanato un simbolo per il rispetto delle donne, non hanno perso tempo a profanare un simbolo della nostra storia! Per la cronaca è la seconda volta che succede in pochi giorni» – scriveva sui social il consigliere Leo Girolamo: è bastato un taglietto a “menomare” l’illuminazione natalizia presente sul lato frontale della piccola cappella.

I turesi e la stessa Daniela Angelillo, autrice della panchina rossa, non si lasciano scoraggiare, come anche la stessa Amministrazione che, sin da subito, ha mostrato la volontà di non arretrare nemmeno di un centimetro: presto, infatti, tutto verrà ripristinato e riportato all’originaria bellezza.

LEONARDO FLORIO

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