Lunedì 30 Novembre 2020
   
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Incidente mortale sulla SP 122: è stata davvero una fatalità?

incidente Turi Rutigliano (2)

Profetiche le parole di un giovane turese postate sui social a metà ottobre. Forse l’incidente si sarebbe potuto evitare

Nel pomeriggio di venerdì 6 novembre, una donna di 48 anni di Rutigliano è morta per le lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto sulla Provinciale 122 tra Turi e Rutigliano. La sua auto, una Peugeot 106, si è scontrata frontalmente con un bus di una linea privata che trasportava braccianti agricoli. Illesi fortunatamente l’autista del bus e i passeggeri del mezzo. Stando ai rilievi dei Carabinieri della Stazione di Turi, la donna, forse a causa dell’asfalto bagnato, avrebbe perso il controllo dell’auto sulla quale viaggiava da sola e avrebbe invaso la corsia opposta, schiantandosi contro il bus che, secondo quanto rivelato dalle tracce presenti sull’asfalto, avrebbe anche tentato di evitare l’impatto, allargandosi quanto più possibile a destra. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, non è stato possibile fare nulla per salvare la donna, che avrebbe perso la vita pochi minuti dopo lo scontro. L’auto con a bordo la vittima, difatti, è stata completamente distrutta tanto da rendere necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per estrarre il corpo dalle lamiere.

LA TRAGICA PROFEZIA

In questo tragico epilogo, è impossibile non considerare le responsabilità dell’uomo. Con questa considerazione non vogliamo riferirci alle abilità di guida della donna o dell’autista del bus, ma alle condizioni in cui da tempo – e tutt’oggi – versa il tratto di strada in cui venerdì si è verificato l’incidente.

Ad onor del vero, ci siamo occupati proprio di questo aspetto non più di due settimane fa, a seguito di una segnalazione postata sul gruppo Facebook “Sei di Turi se…” da un giovane concittadino: «La strada che collega il nostro paese a quello di Rutigliano, dopo le abbondanti piogge dei giorni scorsi, è diventata pericolosa e impraticabile. Praticamente è diventata una corsia di marcia. Mi rivolgo soprattutto al nostro sindaco Resta di prendere provvedimenti. Con tutte le tasse automobilistiche che paghiamo sarebbe il minimo avere delle strade decenti».

Come avemmo modo di specificare, il primo cittadino non ha alcuna competenza in merito: «Anche se non siamo direttamente responsabili – spiegava l’assessore Stefano Dell’Aera – ho chiesto immediatamente all’ufficio lavori pubblici di predisporre un sopralluogo al fine di effettuare una segnalazione di intervento urgente alla Città Metropolitana».

A fronte di quanto appena riportato, ritorniamo al tema delle responsabilità dell’uomo, talvolta poste volontariamente in secondo piano, se non addirittura magicamente nascoste dalla parola “Destino” che, in questi casi, funge da paravento. “È destino”, infatti, quando si concretizza qualcosa di imprevedibile ed incontrollabile. Nel caso di quest’incidente, tuttavia, è legittimo credere che la manutenzione delle strade provinciali sia sotto il costante controllo della Città Metropolitana; come anche era legittimo – e lo dimostra il post del nostro concittadino – aspettarsi che su una strada del genere – con asfalto logoro e una serie di curve a gomito – prima o poi sarebbe accaduto l’irreparabile. In luogo di “destino”, di “fatale casualità”, sarebbe quindi opportuno parlare in termini di “incuria”, “superficialità” ed “irresponsabilità” dell’uomo; non per una questione lessicale, ma per puro e semplice rispetto del sangue versato da questa giovane donna, la cui morte probabilmente si sarebbe potuta evitare.

Quante altre previsioni dovranno rivelarsi tragicamente profetiche prima che si faccia qualcosa per la SP 122?

LEONARDO FLORIO

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