Domenica 29 Gennaio 2023
   
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Assolto Alfredo Santamato

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Il Tribunale di Bari scagiona il 43enne turese dall’accusa di corruzione di minorenne, nata a margine delle indagini per sospetto terrorismo

“Il fatto non costituisce reato”, dopo tre anni Muhammad Alfredo, al secolo Alfredo Santamato, è stato assolto con formula piena dal reato di corruzione di minorenne, formulato a margine delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Bari per apologia di terrorismo. A pronunciare la sentenza, arrivata a conclusione del procedimento penale celebrato con la formula del rito abbreviato, è stato il Giudice dell’udienza Preliminare del Tribunale di Bari, la dott.ssa Antonella Cafagna.

L’accusa di terrorismo

Il 43enne turese, convertitosi alla religione islamica, salì agli onori della cronaca locale e nazionale, nell’aprile del 2017, per alcune dichiarazioni pubbliche in cui annunciava l’intenzione di diventare un martire, inneggiando alla jihad (“guerra santa”). Un’infelice esposizione mediatica che è costata cara a Santamato, sottoposto a misure di sorveglianza speciale per due anni poiché sospettato di terrorismo.

Difatti, sulla base delle indagini condotte dagli investigatori della Digos di Bari, furono documentati numerosi contatti via web con jihadisti e persone sospettate di terrorismo. Inoltre, la disponibilità di un tir da parte di Santamato, che all’epoca svolgeva la professione di camionista alle dipendenze di una ditta di ristorazione, allertò gli inquirenti che ritennero «concreto ed attuale» il rischio che l’uomo potesse commettere «eclatanti atti di martirio in nome di Allah». Tant’è che, nelle osservazioni contenute nel provvedimento emanato per l'applicazione delle misure preventive urgenti, si sottolineava che «il diretto collegamento tra la sua decisione di diventare un martire e il tir nella sua disponibilità, è evidente fonte di allarme sociale ed integra un atto preparatorio alla commissione di attentati con finalità di terrorismo internazionale, alla luce dei recenti attentati da parte di affiliati al Daesh mediante l’utilizzo di autoarticolati lanciati sulla folla». Il riferimento del magistrato è al tristemente noto attentato di Berlino, consumato il 19 dicembre 2016, che costò la vita a 12 persone, tra cui una cittadina italiana.

Il Tribunale di Bari, presieduto dalla dr.ssa Francesca La Malfa, dispose dunque specifiche restrizioni per il nostro concittadino, tra cui il ritiro della patente di guida, il divieto di utilizzare qualsiasi dispositivo informatico connesso a internet e l’obbligo di sottoporsi ad un percorso di “de-radicalizzazione”, con l’intervento di figure esperte nella mediazione culturale e con il coinvolgimento del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, già impegnata nella definizione di programmi di studio sul tema del rapporti tra Stato e religioni.

Il filmino incriminato

Va precisato che Alfredo Santamato non è mai stato processato per i reati di terrorismo ma, nell’ambito di quelle indagini, in occasione della perquisizione domiciliare eseguita dalla Digos di Bari, gli agenti sequestrarono un personal computer contenente, tra le altre cose, un filmino di un rapporto sessuale consumato tra Santamato e la moglie alla presenza della figlia di appena un anno. Il ritrovamento portò la Procura barese a formalizzare l’accusa di corruzione di minorenne, reato per cui Santamato e la consorte sono stati processati con rito abbreviato. La difesa, condotta dagli avvocati Libio Spadaro e Giuseppe Benvestito, è riuscita a dimostrare che la presenza della bambina non era intenzionale, presupposto essenziale per la fattispecie penale contestata.

FD

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