Sabato 25 Settembre 2021
   
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Stoccava rifiuti senza autorizzazione

GDF-rifiuti

Foto di repertorio

La Finanza sequestra un’area privata con oltre 500 tonnellate di materiali speciali

Lo scorso 15 febbraio la Guardia di Finanza di Putignano ha sequestrato un’area privata, ubicata in territorio turese, all’interno della quale operava un’attività di impresa non autorizzata, organizzata nella raccolta, stoccaggio, selezione e commercializzazione di rifiuti speciali di varia natura.

I finanzieri, sempre con la presenza dei proprietari, hanno effettuato una ricognizione dell’intera area, composta da un locale di circa 90 metri quadri e da 205 metri quadri a cielo aperto.

All’esito delle verifiche è stata accertata la presenza di rifiuti speciali di varia tipologia, in evidente stato di abbandono e a diretto contatto con il terreno, tra cui figurano pneumatici, batterie e radiatori per auto, diverse bombole gpl scariche, lavatrici e parti di esse, materiale ferroso e parti di motore e auto. Inoltre, la tettoia del locale è risultata costituita da lastre di eternit, “recanti crepe e sfibrature” e pertanto “potenzialmente idonee alla contaminazione del sottosuolo e dell’area”.

Alla luce di quanto accertato, le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro preventivo di urgenza dell’intera area, in cui erano stoccati 531 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi e circa 1.200 chili di eternit.

L’ordinanza del sindaco

Il 20 febbraio la Tenenza di Putignano ha inviato al Comune di Turi copia dell’ordinanza di convalida del sequestro preventivo, a firma del GIP Annachiara Mastrorilli, affinché l’Ente potesse assumere i dovuti provvedimenti.

E difatti, lo scorso 3 aprile, il sindaco Resta ha emanato una propria ordinanza in cui impone al proprietario di eseguire nel più breve tempo possibile, e comunque entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento, le operazioni di rimozione, avvio a recupero o smaltimento di tutti i rifiuti presenti nell’area.

Si precisa, inoltre, che l’inizio della bonifica dovrà essere preceduto dalla preventiva autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria e dalla presentazione agli Enti competenti di un piano di smaltimento, in cui andrà precisata la caratterizzazione dei rifiuti, la loro quantità e l’autorizzazione degli impianti dove gli stessi saranno conferiti.

Completati i lavori, il titolare dovrà esibire all’Ente “apposita documentazione probativa dell’esecuzione dell’ordinanza, al fine di consentire l’effettuazione delle opportune verifiche da parte dei competenti organi di controllo”.

In caso di inottemperanza, si procederà all’esecuzione d’ufficio della bonifica, agendo in danno ai soggetti responsabili, e al recupero delle somme anticipate dall’Amministrazione. In questo caso l’Ente si riserva l’applicazione delle previste sanzioni amministrative e penali, nonché la facoltà di presentare denuncia alla competente Autorità Giudiziaria.

FD

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