Giovedì 13 Agosto 2020
   
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Aumentano i furti in campagna tra Turi e Putignano

furti

La denuncia di Coldiretti Puglia: “Le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività”

«In campagna non si fermano i furti di mezzi e attrezzi agricoli, con una recrudescenza negli ultimi giorni nell’area tra Putignano e Turi in provincia di Bari». È quanto dichiara Coldiretti Puglia, che denuncia come il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi sia divenuto pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori. In questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività.

«Le campagne sono in balia di gruppi della criminalità, agromafie che fanno il paio con le ecomafie, che non si fermano neppure davanti al momento di criticità causato dal diffondersi del Coronaviurs, che sta arrecando gravi danni alle aziende agricole e soprattutto agrituristiche. Anzi - denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - si moltiplicano i fenomeni criminali con furti di mezzi, di prodotti agricoli e di chilometri di fili di rame, smaltimento di rifiuti di ogni genere nei campi, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile».

I reati contro il patrimonio - annota l’organizzazione sindacale degli agricoltori - rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore. Masserie depredate, ceppi di uva e tiranti di tendoni tagliati dolosamente, chilometri di fili di rame letteralmente volatilizzati, lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali. Questi sono solo alcuni degli atti criminosi a danno degli agricoltori.

Altro fronte su cui le agromafie si rafforzano è il condizionamento del mercato: con i classici metodi dell’estorsione e dell’intimidazione, si impongono i prezzi e le quantità dei prodotti agricoli da vendere agli esercizi commerciali che, approfittando della crisi economica, a volte vengono direttamente rilevati grazie alle disponibilità di capitali ottenuti da altre attività criminose. “Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma - chiosa Coldiretti - compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy”.

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