27 novembre: un anno senza Aaron

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La sintesi di una vicenda che ancora non trova risposte e di un dolore che non ha fine

Precisamente un anno fa, Jacqueline e Denise Campese apprendevano che Aaron, il loro tenero bulldog francese, era misteriosamente sparito. Da quel nefasto martedì 27 novembre sarebbe partita una disperata ed affannata “caccia al cane” capace di coinvolgere tantissimi cittadini turesi e non solo. Ad oggi, dopo 365 interminabili giorni, Jacqueline e Denise continuano a sperare, a credere in un inatteso ritorno: «Non faccio che pensare a te. Mi si stringe il cuore a pensare che sia passato già un anno e rivivere le immagini di quel giorno e tutti gli altri successivi, dove la consapevolezza di non poterti rivedere si faceva sempre più forte, non mi provoca altro che dolore: dolore che spero possa essere colmato dal tuo ritorno. Io ci spererò sempre: per me rimani sempre qui, nel mio cuore, nel posto che ogni essere piccoletto come te desidererebbe e in cui dovrebbe stare. Ti amerò sempre. Torna presto a casa» – queste le parole postate da Denise sul gruppo Facebook “Troviamo Aaron” che oggi conta oltre 12mila iscritti. Una cifra che non deve sorprendere alla luce della risonanza che ha avuto questa triste vicenda risalente all’anno scorso e che di seguito proviamo a riassumere facendo fede al materiale dell’epoca.

A causa di impegni personali delle sue proprietarie, Aaron veniva affidato il 24 novembre 2018 ad un veterinario turese, operativo in via Rutigliano: le sorelle Campese, residenti a S. Spirito, avrebbero poi dovuto far ritorno nella nostra città al mattino del 27 per riportarlo a casa. Quel martedì, però, di Aaron non v’era traccia alcuna e, nel giro di qualche ora, sarebbero state sporte due denunce: quella di furto da parte del veterinario e quella di smarrimento da parte di Jacqueline e Denise. Assieme ai canali d’informazione, anche privati cittadini iniziarono a mobilitarsi una volta appresa la notizia, forse ingolositi dalla ricompensa di ben 1500 euro offerta inizialmente dalle sorelle Campese in caso di ritrovamento di Aaron. Dopo circa una settimana di strenue ricerche, raccontavano: «Abbiamo incontrato una serie di automobili che circolavano a Turi a passo d’uomo, tutte con l’intento di trovare Aaron. Sistematicamente, ad ogni segnalazione, siamo accorse da Santo Spirito per constatare di persona: tuttavia, forse a causa del tragitto o per la cattiveria di alcuni, una volta giunti a Turi non abbiamo mai trovato Aaron. Fortunatamente, io e i miei familiari abbiamo molti amici sparsi in tutta Italia: loro ci stanno aiutando a condividere sui social l’immagine di Aaron e il recapito da contattare in caso di ritrovamento. Stiamo ricevendo un sacco di segnalazioni: ci hanno scritto da Roma, Rimini, Genova, Bologna, Verona, Milano, Londra e dalla Germania, ma di Aaron nessuna traccia».

Nei giorni successivi iniziarono a spuntare tantissime foto di bulldog francesi, smarriti anche in Nord Italia, con la speranza finora vana che tra questi vi fosse Aaron. Ebbene, Aaron s’è smarrito o è stato rubato? Le sorelle Campese raccontavano che, nella mattinata del 27, il veterinario asseriva che il loro bulldog francese fosse scappato, per poi cambiare ipotesi ed orientarsi verso il furto, poiché pare si fosse accorto di impronte sia animali che umane nel suo giardino. Ad ogni modo, dopo le tanto infruttuose quanto numerose ricerche e segnalazioni sopra menzionate, le sorelle Campese decidevano di alzare la ricompensa da 1500 a 4000 euro. A tal proposito, il veterinario prima citato dichiarava per un giornale di Bari di aver contribuito anch’egli, con un assegno, al rialzo della ricompensa. Non una buona notizia per i detrattori che intanto si erano inquisitoriamente assiepati attorno alla sua figura, poiché, rompendo il silenzio, il veterinario dimostrava in primis di aver fatto il possibile per il ritrovamento di Aaron ed in secondo luogo di non aver risparmiato denunce per tutti coloro che lo additavano come colpevole. Prima di queste rivelazioni, le sorelle Campese si erano comunque attivate coinvolgendo l’unità cinofila, nonché dei cani molecolari con cui poterono accertare che Aaron fosse ancora vivo: il test sulla cadaverina, ossia la diammina che si forma per fermentazione batterica durante la putrefazione di organismi animali, risultò difatti negativo.

Le ultime informazioni che abbiamo risalgono alle seguenti dichiarazioni delle sorelle Campese: «Le ultime tracce del nostro cane sono presenti nella stradina adiacente al giardino del veterinario. Una volta lì, spariscono nel nulla. L’idea è che Aaron possa esser stato caricato in una vettura e portato via. La ricompensa di 4000 euro sarà valida fino al 19 gennaio, dopodiché decadrà: chi sa qualcosa, si faccia vivo anche in forma anonima. A noi interessa solo riavere Aaron». Nemmeno quei 4000 euro riuscirono a far luce su una vicenda incredibilmente misteriosa che, a distanza di un anno, non riesce a concludersi col lieto fine che sperano e che auguriamo di cuore alle sorelle Campese. L’unica “buona notizia” è che il gruppo “Troviamo Aaron” è servito nel tempo come canale nel quale segnalare smarrimenti di altri amici a quattro zampe, che hanno poi potuto rivedere i propri affezionati padroni: in tutto questo male, fortunatamente, c’è stato spazio anche per il bene.

LEONARDO FLORIO