La “protesta” dei lavoratori stagionali

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L’opera di mediazione del dott. Cantadori pacifica gli animi

Ai lavoratori stagionali l’introduzione del ticket di tre euro per accedere alla foresteria non è andata proprio giù. Tant’è che, lo scorso fine settimana, hanno deciso di dare inizio a una “protesta”, rifiutando di soggiornare nei moduli abitati, approntati a partire da venerdì 17 maggio, e accampandosi all’esterno.

Il Commissario, messo a conoscenza della situazione, ha provveduto ad interpellare e ascoltare le realtà sociali interessate, gli organismi sindacali, le istituzioni religiose, nonché i candidati alla carica di sindaco.

Tutti, come emerge dalla deliberazione del 20 maggio, hanno unanimemente ritenuto utile ridurre l’importo del ticket a un euro al giorno, prevedendo che “l’ospitalità sia garantita prioritariamente ai lavoratori la cui azienda abbia la sede di lavoro ubicata nel territorio di Turi”.

Grazie all’opera di mediazione del dott. Cantadori, gli animi si sono acquietati e i 34 alloggi della foresteria sono stati regolarmente prenotati e occupati dai lavoratori. Nei prossimi giorni, come ha preannunciato dal Commissario, insieme a Prefettura e Forze dell’Ordine si valuteranno “le iniziative da assumere nei confronti di eventuali stazionamenti fuori dall’area”.

Nel frattempo, i Carabinieri della Stazione di Turi e gli agenti della Polizia Locale, unitamente al servizio di vigilanza notturna garantito dalla Cooperativa “La Pantera” di Capurso, hanno intensificato i controlli del territorio.

Negli ultimi giorni, inoltre, i militari hanno proseguito l’attività di verifica della regolarità dei documenti in possesso dei lavoratori presenti sia all’interno che all’esterno della foresteria. All’esito degli accertamenti, è stato registrato solo un caso di “irregolarità”: uno dei braccianti non aveva ancora ricevuto notifica dalla Questura di Pisa del rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno; si è dunque proceduto a informarlo, facendo scattare il limite dei 15 giorni di tempo entro i quali dovrà lasciare il territorio italiano o proporre ricorso.