Domenica 18 Agosto 2019
   
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Lunotto in frantumi... ma poteva andare peggio

lancio bottiglia lunotto

Una bottiglia di birra viene scagliata da una vettura che si aggira a folle velocità in pieno centro

Non è passato neanche un anno da quando sulle pagine di Facebook una nostra concittadina denunciava il ritrovamento di una bottiglia di birra in mezzo alla strada, a pochi passi dalla sua abitazione, a pochi metri dall’ingresso degli edifici scolastici. Una bottiglia di vetro, abbandonata in strada, un pericolo per conducenti e pedoni, un atto vandalico compiuto da scellerati.

Purtroppo, a distanza di qualche tempo e a pochi metri dal luogo del "primo delitto", un’altra bottiglia di vetro, un’altra bottiglia di birra, è stata lanciata in strada e questa volta ha lasciato il segno, mandando in frantumi il lunotto di una vettura parcheggiata in una via parallela all'Oratorio.

L'episodio si è verificato mercoledì 20 febbraio ed è stato puntualmente denunciato da Rosita Rossi, proprietaria del veicolo che ha pagato lo scotto del vandalo di turno. Erano da poco trascorse le 22 quando si è avvertito un boato impressionante, seguito dallo stridio dei pneumatici di un'auto che proseguiva una folle corsa in pieno centro. Pochi secondi per metter a fuoco la situazione e poi la triste scoperta: una persona in macchina, percorrendo quella strada ad altissima velocità, ha lanciato una bottiglia di vetro che, impattando contro il mezzo parcheggiato, ha fatto esplodere il lunotto.

«A prescindere dal danno - commenta Rosita Rossi - quello che maggiormente mi inquieta è che se in quel momento si fosse trovato a passare un pedone, non avrebbe avuto scampo. E se il "guidatore sconsiderato" avesse incrociato un auto che procedeva in direzione contraria? Oggi racconteremmo un'altra storia, con un bilancio decisamente più pesante di un lunotto».

 

Solidarietà e rabbia

Non si sono fatti attendere i commenti, numerosi e accorati, che hanno espresso solidarietà, condannando il vile gesto.

«Non è purtroppo soltanto la situazione di Turi - commenta una utente - è il clima di violenza, a volte di odio che si respira da qualche tempo anche in Italia. Credo però che vanno evitate espressioni "forti" di disprezzo, perché anche la violenza del linguaggio genera altra violenza e la situazione si aggrava. Certamente è da intervenire con la famiglia, le varie agenzie educative, oltre che con le forze dell'ordine».

«È proprio a causa del nostro assoggettarci a questo buonismo becero - replica un'altro cittadino - che siamo arrivati a questo punto di non ritorno. I metodi repressivi e bacchettoni dei nostri genitori (anche fin troppo e sbagliati secondo me) però erano molto più educativi rispetto ad adesso, dove la maleducazione la fa da padrona. I genitori che non fanno più i genitori ma gli amici dei figli, gli insegnanti che non fanno più gli insegnanti, le autorità a cui vengono limitati i mezzi di correzione. Secondo me è proprio questo buonismo blaterato a dismisura, che ci sta portando alla deriva».

Il dibattito sulla "questione sicurezza", dunque, si riapre e, ancora una volta, la soluzione più immediata appare un sistema di videosorveglianza strutturato che, oltre a fungere da deterrente, permetterebbe alle Forze dell'Ordine un maggiore controllo del territorio.

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