Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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'Shopping' tra gli abiti usati

furto abiti usati

In due 'saccheggiano' il contenitore per la raccolta degli indumenti

La cronaca della settimana si apre con la segnalazione di due uomini che hanno 'saccheggiato' il contenitore per la raccolta degli abiti usati collocato nei pressi della stazione ferroviaria.

La scena è stata immortalata da un passante che ha contattato la redazione per raccontare l'episodio di cui era stato testimone. Dopo aver bloccato il meccanismo di chiusura del cassonetto, utilizzando il manico di una scopa, uno dei due si è intrufolato all'interno del contenitore. Incurante del rischio di restare incastrato, come peraltro già accaduto , l'uomo ha iniziando a rovistare tra gli indumenti, estraendo quelli che gli interessavano e passandoli al complice che, dopo aver valutato il capo "acquistato", lo riponeva in una busta.

Evidentemente non ci troviamo di fronte al disperato tentativo di ricercare abiti per coprirsi. E anche se fosse questa la circostanza, l'episodio non troverebbe ugualmente giustificazione: più volte la Caritas ha sottolineato che chiunque abbia bisogno di vestiti usati non ha alcuna necessità di rubarli, basta rivolgersi ad uno dei punti di raccolta e distribuzione parrocchiale e nulla sarà negato.

In realtà si tratta di una prassi ben nota tanto da parlare di "furto mirato": persone affatto bisognose portano via i pezzi migliori per poi rivenderli ai vari mercatini dell'usato, con guadagni a volte per niente trascurabili. Senza curarsi che in questo modo danneggiano le associazioni benefiche che riciclano quegli abiti.

È bene ricordare che con un'ultima pronuncia della Cassazione, l’appropriazione degli abiti trafugati dal cassonetto è considerata furto aggravato, poiché riguarda "cose esposte alla pubblica fede e destinate a pubblica utilità". Un reato che prevede la reclusione fino a 6 anni e una multa da 927 a 1500 euro.

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