Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Allontanati da Turi i due marocchini "litigiosi"

caserma cc turi

La violenta lite, che ha sconvolto il centro storico nella notte di martedì 20 novembre, è stata oggetto di attente indagini da parte della locale Stazione dei Carabinieri. Per prima cosa i militari hanno provveduto a ricostruire i fatti. Lo scontro è iniziato, nella tarda serata, nei pressi di un bar vicino la Villa Comunale: uno dei due marocchini, oltre a scagliarsi contro il connazionale, si sarebbe spinto a infastidire e minacciare alcuni avventori, arrecando anche vari danni all'attività commerciale. La lite è poi proseguita, a notte fonda, nella città vecchia, presso l'abitazione di uno dei due uomini coinvolti nella rissa.

In entrambi i casi sono intervenute due pattuglie del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Gioia del Colle, che hanno provveduto a sedare gli animi e a identificare i due marocchini, risultati in possesso di regolare permesso di soggiorno.

La mattina dopo, i Carabinieri della Stazione di Turi, guidati dai Marescialli Castore e Mastromarino, procedevano con gli accertamenti e, dopo aver notiziato la Procura della Repubblica di Bari, davano inizio all'attività investigativa, per comprendere le dinamiche della lite, considerando che i due uomini si erano reciprocamente querelati, e valutare gli eventuali profili di reato.

Al termine delle indagini, è stato appurato che entrambi i marocchini non erano più residenti a Turi, dal momento che erano stati precedentemente cancellati dall'anagrafe comunale per irreperibilità. Questa è stata la condizione che ha permesso ai militari di proporre al Questore di Bari di comminare la misura del “foglio di via obbligatorio” . Ovvero i due dovranno lasciare Turi e non potranno farvi ritorno per i prossimi tre anni.

Il provvedimento restrittivo è stato adottato in ragione di tre circostanze: il legittimo sospetto che i soggetti siano abitualmente dediti ad attività delittuose, la costatazione che non svolgevano alcun lavoro e non avevano nessun legame affettivo nel Comune da cui si disponeva l'allontanamento e, infine, l'aggravante del comportamento, che ha messo in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica.

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