Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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Lino, una vita spesa per gli altri

Lino Gargaro (1)

Protezione Civile e 118 in lutto per la tragica scomparsa di Lino Gargaro

Venerdì 13 luglio le comunità dell'intera provincia di Bari sono state scosse dalla dolorosa notizia della prematura scomparsa del giovane Lino Gargaro.

Lino Gargaro

A soli 32 anni, Lino ha deciso di togliersi la vita nella cantinola della sua abitazione a Casamassima. Un gesto tanto estremo quanto inaspettato, che ha lasciato sgomenti la famiglia, gli amici e tutti i colleghi: nelle settimane precedenti non aveva mostrato alcun segnale di malessere ed aveva continuato a svolgere il suo lavoro con professionalità e con quel sorriso che non negava mai.

Autista - soccorritore del 118 presso la postazione di Adelfia, Lino aveva da sempre votato la sua vita agli altri, fondando e dirigendo Maxima Soccorso, l'associazione di volontari della Protezione Civile che operava a Casamassima.

Un impegno profuso senza risparmiarsi che nel 2013 lo aveva portato ad entrare nel coordinamento provinciale della Protezione Civile di Bari, presiedendo l'organizzazione della macchina dell'accoglienza di moltissimi eventi tra cui, ultimo in ordine cronologico, la visita di Papa Francesco a Molfetta nell'aprile 2018, per la ricorrenza della morte di don Tonino Bello. Tante le emergenze affrontate con determinazione, lavorando anche al fianco anche dei volontari turesi che ne serbano un prezioso ricordo .

I funerali, che si sono svolti il 15 luglio a Casamassima, hanno visto un corteo organizzato dalla Regione Puglia cui hanno partecipato centinaia di colleghi del Servizio di emergenza - urgenza e della Protezione Civile, giunti da Turi e da ogni parte della Puglia per tributare l'ultimo omaggio a Lino.

Il feretro, trasportato a spalla dai colleghi, è stato salutato dal lancio di palloncini bianchi e dalle sirene dei mezzi di Pubblico Soccorso e Protezione Civile che, schierati in una lunga e silenziosa colonna, hanno scortato Lino nel suo ultimo viaggio.

 

 

"Fratellone", ci mancherai.
Le testimonianze di chi lo ha conosciuto

Turi ha partecipato in massa ai funerali di Lino Gargaro, morto suicida a soli 32 anni, e coordinatore della Protezione Civile. I numerosi messaggi di cordoglio e i ricordi degli amici e colleghi parlano e tracciano il vero profilo e l’identità di Lino, un ragazzo che ha speso la sua vita per aiutare il prossimo, e ha trascurato se stesso. Il malessere che lo consumava da anni ha prevalso, e un primo campanello d’allarme scattò sei anni fa, quando tentò il suicidio.

Vogliamo far parlare i messaggi degli amici, colleghi, conoscenti, perché Lino merita tutti gli onori possibili.

L’ex assessore Giusy Caldararo lo ricorda con tanto affetto, quando Lino coordinava il montaggio delle tende della Protezione Civile a Turi, per l’alloggio agli immigrati stagionali impiegati nella campagna cerasicola.

 

Il ricordo di Giusy Caldararo

“Ragazzo disponibilissimo – ricorda la Caldararo – Il primo anno abbiamo atteso insieme l’arrivo delle squadre della protezione civile di Gioia e di Bari che vennero ad allestire il campo. L’ho conosciuto in quella occasione. Era molto attento e preparato nel suo campo e mi tranquillizzava sugli esiti dell’operazione in quanto ero preoccupata. Un ricordo davvero unico in termini di collaborazione e senso di dovere da porre al servizio della comunità”.

 

Il ricordo di Domenico Gengo

Domenico Gengo ricorda di essere cresciuto come professionista e come uomo; si è avvicinato alla Protezione Civile grazie a Lino, instancabile come sempre. “Avevi da insegnarmi tante cose – scrive su Facebook – mi hai fatto scoprire un mondo lontano dalle mie prospettive... PRESIDENTE ti voglio bene... Non abbandonarmi, ho bisogno ancora dei tuoi consigli....Lino Gargaro TI VOGLIO BENE”.

Fratellone, così lo chiamano tutti quanti, perché Lino era un punto di riferimento per tutti. Si è sempre occupato degli altri, ma forse l’unico di cui non si è mai occupato è proprio se stesso. Forse si poteva salvare in tempo, si può guarire da quel malessere; Lino ha abbracciato tutti e ha lasciato andare se stesso. Ora merita i giusti onori che in terra non ha avuto. Ci mancherai, fratellone!

NICOLA TEOFILO

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