Martedì 16 Ottobre 2018
   
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Intossicazione di gruppo

fitofarmaci

15 lavoratori si sentono male durante l'acinellatura

Venerdì 6 luglio, nelle campagne turesi si è verificata un'intossicazione di gruppo che ha interessato almeno quindici lavoratori, intenti nelle operazioni di acinellatura.

Pare che un agricoltore, ignorando la presenza dei braccianti a lavoro, avrebbe iniziato il trattamento dei vigneti utilizzando prodotti fitosanitari che, se non impiegati con le giuste protezione per le vie respiratore, si rivelano estremamente nocivi per la salute.

Ed infatti, come ci racconta uno dei lavoratori coinvolti nella spiacevole disavventura, dopo alcuni minuti dall'irrorazione del "veleno", lui e i suoi compagni hanno iniziato ad avvertire difficoltà nella respirazione, sintomo seguito da nausea e vomito. Interrotta la giornata lavorativa, ognuno dei lavoratori si è recato presso il proprio medico di base per le cure del caso.

Un episodio che, ci preme sottolinearlo, testimonia solo l'imprudenza di un agricoltore e non è affatto rappresentativo del comportamento dei viticoltori turesi. Come ci ha spiegato Tonio Palmisano nell'intervista che vi proponiamo nelle prime pagine del nostro settimanale, la maggior parte dei coltivatori diretti turesi ha imparato ad utilizzare responsabilmente i prodotti fitosanitari. Al di là delle leggende metropolitane che circondano da sempre l'uva, sono appena quattro i principi attivi impiegati nei trattamenti, e tutti lasciano "tracce" sul frutto che arriva sulle nostre tavole ben al di sotto delle soglie di tolleranza previste dalla legge regionale.

Commenti  

 
Mino Miale
#3 Mino Miale 2018-07-26 15:53
Questo, in ordine di tempo, è solo l'ultimo caso GRAVE... registrato clamorosamente a Turi.
QUINDI ? ? ? :-x
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vito totire
#2 vito totire 2018-07-25 16:08
Occorre sempre grande attenzione ; quello che è successo è la negazione di elementari misure di prevenzione primaria sancite in dettaglio tecnico fin dal 1956 (Dpr 303 appunto del 1956; voglio sperare (e non ho molti motivi per dubitarne) che la situazione negli ultimi decenni sia migliorata anche se un episodio analogo si è verificato , mi pare, dopo l'anno duemila; raggiunse addirittura le pagine nazionali della stampa; quello che invece mi pare ancora un iceberg è l'impatto sanitario che gli agricoltori hanno subito per le esposizioni passate ; a questo proposito spesso sono stati espressi timori e ipotesi ma si deve focalizzare e concretizzare in segnalazioni all'Inail;
l'ultimo evento: effetti solo acuti o se ne possono temere anche a distanza? Approfondiamo, se qualcuno mi vuole consultare (ovviamente pro bono e in attività di volontariato) sono disponibile.

Vito Totire, medico del lavoro
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C.s.
#1 C.s. 2018-07-19 21:31
Ovviamente l agricoltore incosciente se la cavera' con una semplice denuncia!!!
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