Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Truffa fotovoltaico, assolti tutti gli imputati

fotovoltaico Turi

Secondo la Cassazione i tre megaimpianti realizzati tra Turi e Noci
sono un "lecito business"


La Cassazione ha respinto il ricorso che la Procura di Modena aveva avviato contro la sentenza di proscioglimento per gli ormai ex vertici e dirigenti della Cooperativa "CPL Concordia", finiti nel mirino della magistratura modenese per la realizzazione di tre megaimpianti fotovoltaici nel Parco Lama Balice, in un'area ricadente tra i Comuni di Turi e Noci.

 

Le indagini

Nell'ottobre 2015 l'attività investigativa, condotta dai militari della Guardia di Finanza di Monopoli, si concludeva con l'operazione denominata "Apollo d'oro". Un blitz che portava al sequestro preventivo degli impianti fotovoltaici, alla notifica di 14 avvisi di garanzia nei confronti di progettisti e rappresentanti legali di dieci società ed al relativo congelamento dei conti degli indagati.

I Finanzieri, attraverso l’incrocio dei dati, accertavano che i tre parchi fotovoltaici - che avevano un'estensione di circa 30 ettari - erano stati solo formalmente frazionati in otto impianti di piccola potenza (inferiore ad 1 megawatt), allo scopo di eludere la complessa procedura prevista per il rilascio della Autorizzazione Unica Regionale (A.U.R.) ed ottenere i contributi statali rivenienti dal cosiddetto "conto energia".

 

Le imputazioni

Nel giugno 2016, la Procura di Modena formalizzava 24 richieste di rinvio a giudizio, formulando i capi d'imputazione di associazione a delinquere e truffa aggravata finalizzata a ottenere ingiuste erogazioni dello Stato.

Nella sua tesi il pm Marco Niccolini metteva in luce l'artificiosa creazione di dieci microsocietà di comodo - tutte riconducibili alla cooperativa modenese "CPL Concordia" - per realizzare impianti fotovoltaici di dimensioni tali da sottrarsi alle regole urbanistiche regionali ed ottenere illecitamente il rimborso dallo Stato destinato a chi produce energia pulita.

Tra gli imputati comparivano anche due imprenditori turesi, Pietro Novielli e Vilma Belloni, in qualità di legali rappresentanti di una delle aziende che gestiva gli impianti fotovoltaici.

 

L'assoluzione

Il 9 gennaio del 2017, in fase di udienza preliminare, il Gup Andrea Romito proscioglieva tutti gli imputati perché "il fatto non sussiste", determinando il "non luogo a procedere" per ventidue di loro e una assoluzione, quella dell’ex direttore di "CPL - Concordia" Claudio Bonettini.

La sentenza venne contestata dalla Procura e il pm Niccolini presentò ricorso in Cassazione: a suo parere, aver chiuso il processo in fase preliminare, senza sottoporre gli imputati al vaglio del giudice di primo grado, rappresentava una palese "violazione di legge".

Ed arriviamo alle ultime battute della vicenda. Lo scorso 28 giugno, la Suprema Corte ha confermato la sentenza assolutoria, ribadendo quanto già stabilito dal Gup Romito: vertici e dirigenti di "CPL Concordia" non sono stati promotori di alcuna associazione a delinquere o truffa ai danni dello Stato, poiché gli impianti fotovoltaici - installati dalla cooperativa modenese e gestiti da sue società satellite a Turi e a Noci - sono stati ideati per un lecito business imprenditoriale.

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