Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Don Firmino ucciso a Bambari

Festa di Sant'Oronzo 2013

Ennesima vittima della guerra civile nella Repubblica Centrafricana.
I turesi lo avevano sostenuto nel progetto "Una scuola per Bambari"


Venerdì 29 giugno don Firmino Gbagoua è stato ucciso a Bambari, città della Repubblica Centrafricana vicina alla capitale Bangui, ennesima vittima degli scontri che dal 2013 insanguinano il territorio.

A confermare la triste notizia Uwolowulakana Ikavi, portavoce della missione "Minusca" promossa dalle Nazioni Unite a partire dal 2014 nel tentativo di stabilizzare il territorio e difendere i civili.

Non sono ancora note le dinamiche precise della tragedia, le poche notizie diffuse raccontano che il sacerdote si trovava nei pressi della cattedrale Saint Joseph quando è stato raggiunto all'addome da alcuni colpi di arma da fuoco. Inutile la corsa in ospedale, don Firmino è morto nella nottata a causa della gravità delle ferite.

"Alcuni membri dell’etnia Peul - aggiunge una fonte locale - hanno sparato al vicario generale dell’arcivescovo di Bambari che è morto all’ospedale durante la notte”.

 

Una scuola per Bambari

A Turi don Firmino era conosciuto per la sua collaborazione con "Umanità Solidale Glocal". L'associazione, guidata da Antonio Coletta e Maria Pia Lenato, a partire dal 2008 iniziò una raccolta fondi per la costruzione di una scuola a Bambari. Una risposta concreta alle richieste di solidarietà che dal cuore dell’Africa giungevano a Turi attraverso le testimonianze di due sacerdoti della Repubblica Centrafricana: don Fèlicien e lo stesso don Firmino e don Félicien, che dopo la partenza di don Lino Fanelli, guidò per qualche mese la parrocchia di San Giovanni.

L'obiettivo fu raggiunto nel 2012, quando grazie alle donazioni dei turesi, furono recuperate due aule di una struttura sequestrata alla Diocesi di Bambari, restituita in cattive condizione. A seguire, sempre grazie alla solidarietà di Turi, si riuscì anche a realizzare una terza aula. L'obiettivo era e resta quello di garantire l'accesso all'istruzione e soprattutto la possibilità di imparare una professione in modo da non cadere nelle mani di chi, sfruttando ignoranza e povertà, vuole convincerli che l'unica via per sopravvivere sia impugnare un'arma.

 

Don Firmino

Il sorriso di don Firmino

Tanti i pensieri di commiato che si sono susseguiti sui social; in tutti ricorre indelebile il ricordo del sorriso e della disponibilità di don Firmino.

"Ci sono persone - scrive Arianna Rizzi, uno dei capi educatori degli Scout - che ricorderai per sempre: per un sorriso, una parola, per il coraggio di voler proteggere e lottare per un mondo fatto di amore, calore umano, pace... Stando al passo degli ultimi, dei più deboli. Ciao Don, guidaci nella preghiera e continua a proteggere don Fèlicien e quelle famiglie, ormai poche, che provano a scappare dal terrore e dall'avidità dell'uomo. Fraternamente".

Giovanni Settanni, prendendo in prestito le preziose foto del prof. Giovanni Palmisano, ricorda che nell'ottobre 2010, don Firmino partecipò insieme a don Fèlicien al torneo di beneficienza organizzato dall'Inter club di Turi "Giacinto Facchetti" per l'acquisto di un defibrillatore, poi donato alle associazioni sportive di Turi.

In molti, infine, rammentano le manifestazioni "Popoli in Festa" e quelle dedicate alla "Giornata del Migrante". Tutte iniziative in cui don Firmino e don Fèlicien, sempre a fianco dell'associazione "Umanità Solidale Glocal", hanno continuato ad essere primo testimone della necessità di lavorare per costruire "l'amicizia tra le diverse, presupposto della pace e della fraternità".

 

Bambari, terra di confine

"Purtroppo le violenze nella zona di Bambari sono riprese da metà maggio con più di 100 morti. Un altro parroco è stato ucciso per difendere quanti si erano rifugiati in chiesa. Don Félicien è scampato per miracolo ad un assalto. La sua parrocchia depredata di tutto e trasformata in presidio militare Seleka". Questa la testimonianza che Maria Pia Lenato consegna su Facebook a commento della notizia che ha raggelato la comunità turese.

Bambari è una delle città che meglio rappresenta la definizione di "terra di confine", con un fiume a fare da fangosa trincea della barbarie. Qui, a circa 400 kilometri dalla capitale Bangui, dove papa Francesco inaugurò il Giubileo della Misericordia, c’è un miscela confusa di combattenti. "Gli anti-Balaka - spiegano i referenti del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati - sono posizionati sulla riva sinistra del fiume, gli ex-Seleka su quella destra. I due gruppi generano poi bande criminali che sfruttano il caos per arricchirsi con i saccheggi".

Proviamo a fare una sintesi, sicuramente incompleta, delle ultime vicende del Centrafica. Nel dicembre 2012 gruppi di ribelli si uniscono in un'alleanza, chiamata "Seleka", che punta a rovesciare il regime del presidente Francois Bozize. Ed è proprio Bambari una delle prime città ad essere conquistata dai ribelli che, in soli tre mesi, riescono nel marzo 2014 a destituire Bozize, favorendo con un colpo di stato l'ascesa al potere di Djotodia.

Da quel momento l'ondata di violenza prosegue senza soluzione di continuità. La formazione "Seleka" si scioglie, almeno ufficialmente, e si trasforma in un miscuglio eterogeneo di forze, spesso in lotta tra loro, cui si oppone la milizia "anti-Balaka".

Secondo il report delle Nazioni Unite, quella che viene definita la "seconda guerra civile" della Repubblica Centrafricana ha dato origine ad una crisi umanitaria che ha coinvolto oltre 5 milioni di civili.

Commenti  

 
Maria Pia Lenato
#2 Maria Pia Lenato 2018-07-12 22:48
Grazie Vito Totire per questo ricordo del nostro carissimo Don Firmino, che ha aperto il cuore di Turi ad una visione "mondo", della solidarieta', espressione di un popolo che va al di là dei soliti protagonismi ed individualismi. Questa la motivazione per cui l' associazione Umanità Solidale Glocal ha dato al progetto il titolo "TURI PER UNA SCUOLA A BAMBARI".Una solidarietà a piccoli passi, che vede oggi un rudere divenuto una scuola superiore per costruire pace, giustizia e fraternità, in una terra ricchissima depredata da vecchi e nuovi colonialismi. Il nostro grazie va anche a nostri amici non turesi che hanno creduto e contribuito al progetto .
Dopo questa dolorosissima notizia, abbiamo pensato di intitolare l'Associazione alla memoria del "VICARIO GENERALE di Bambari DON FIRMIN MBAGUA, con la speranza che si riesca a portare avanti questo impegno d'amore e di speranza.
Saremo lieti per qualsiasi altro gesto d'amicizia e solidarietà.
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VITO TOTIRE
#1 VITO TOTIRE 2018-07-09 20:36
Non ho conosciuto don Firmino; sono ciononostante addolorato della notizia; è un tragica notizia che deve far riflettere sulla condizione attuale di gran parte dell'Africa ; Alex Zanotelli solo qualche giorno fa ha fatto un appello contro il silenzio che incombe in Italia sul futuro dell'Africa e sulle previsioni fatte dall'ONU sui prossimi esodi di massa dal continente; Alex Zanotelli ha paragonato il silenzio a quello dell'Europa e del mondo sul genocidio degli ebrei da parte dei nazisti; a fronte di questo omicidio , punta dell'iceberg, di una situazione disumana e invivibile assistiamo politiche di respingimento di profughi che fanno orrore e che non disdegnano di lasciare affogare esseri umani e bambini;

ora prendo atto che qualcuno a Turi ha lanciato lo slogan "prima i turesi"; per la verità do Firmino non era turese ; io dico : ascoltiamo di più di dice e fa cose giuste anche se non è "turese".
Se dovesse arrivare un barcone di centrafricani dobbiamo soccorrerli e non stare a guardare o addirittura ostacolare che cerca di farlo;

per ora mi fermo qui proponendo di organizzare un ricordo di questo prete che è un esempio per tutti noi.


Vito Totire
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