Carcere di Turi, aggressione nella sala colloqui

carcere turi

All'invito a ritornare in cella, un detenuto si scaglia contro
un agente e un ispettore di polizia


Le aggressioni ai danni degli agenti di polizia penitenziaria da parte dei detenuti sono ormai all'ordine del giorno, tanto da apparire un bollettino di guerra. Ai sette agenti picchiati nella casa circondariale di Bari a fine maggio, si aggiunge l'episodio che si è verificato nel pomeriggio di mercoledì 20 giugno nella casa di reclusione di Turi.

A rendere noto quanto accaduto è il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). Secondo la ricostruzione fornita nella nota stampa diramata dalla segreteria pugliese del sindacato, mercoledì 20 giugno, intorno alle 18.30, un detenuto che era a colloquio con i propri familiari, all’invito dell’agente di terminare il colloquio, ha reagito violentemente, colpendolo al volto. Nell'immediato un ispettore di polizia si è precipitato a difendere il collega ma pare sia stato bloccato da altri due detenuti ed aggredito a sua volta.

Sia il poliziotto che l'ispettore sono stati immediatamente accompagnati in ospedale per le cure del caso. Le ferite riportate sono state giudicate guaribili in sei giorni.

"Ci è stato riferito che il detenuto in questione, benché si fosse distinto in precedenza nel minacciare i poliziotti, continuava a godere dei colloqui e delle altre attività in comune" – scrivono dal sindacato.

"Purtroppo - precisa il SAPPE - le responsabilità di quanto accaduto, a nostro parere, ricadono anche su vertici del carcere. In quanto, nonostante la gravissima carenza organica di poliziotti, diventata drammatica con il piano ferie, continuano ad autorizzare la fruizione dei colloqui nel pomeriggio. L’amministrazione centrale aveva previsto questa possibilità per consentire ai figli dei detenuti di poter effettuare i colloqui con i genitori nonostante gli impegni scolastici, ma adesso le scuole sono chiuse e il carcere di Turi è in emergenza".