Lunedì 16 Luglio 2018
   
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Carcere di Turi, aggressione nella sala colloqui

carcere turi

All'invito a ritornare in cella, un detenuto si scaglia contro
un agente e un ispettore di polizia


Le aggressioni ai danni degli agenti di polizia penitenziaria da parte dei detenuti sono ormai all'ordine del giorno, tanto da apparire un bollettino di guerra. Ai sette agenti picchiati nella casa circondariale di Bari a fine maggio, si aggiunge l'episodio che si è verificato nel pomeriggio di mercoledì 20 giugno nella casa di reclusione di Turi.

A rendere noto quanto accaduto è il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). Secondo la ricostruzione fornita nella nota stampa diramata dalla segreteria pugliese del sindacato, mercoledì 20 giugno, intorno alle 18.30, un detenuto che era a colloquio con i propri familiari, all’invito dell’agente di terminare il colloquio, ha reagito violentemente, colpendolo al volto. Nell'immediato un ispettore di polizia si è precipitato a difendere il collega ma pare sia stato bloccato da altri due detenuti ed aggredito a sua volta.

Sia il poliziotto che l'ispettore sono stati immediatamente accompagnati in ospedale per le cure del caso. Le ferite riportate sono state giudicate guaribili in sei giorni.

"Ci è stato riferito che il detenuto in questione, benché si fosse distinto in precedenza nel minacciare i poliziotti, continuava a godere dei colloqui e delle altre attività in comune" – scrivono dal sindacato.

"Purtroppo - precisa il SAPPE - le responsabilità di quanto accaduto, a nostro parere, ricadono anche su vertici del carcere. In quanto, nonostante la gravissima carenza organica di poliziotti, diventata drammatica con il piano ferie, continuano ad autorizzare la fruizione dei colloqui nel pomeriggio. L’amministrazione centrale aveva previsto questa possibilità per consentire ai figli dei detenuti di poter effettuare i colloqui con i genitori nonostante gli impegni scolastici, ma adesso le scuole sono chiuse e il carcere di Turi è in emergenza".

Commenti  

 
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#9 altro 2018-07-12 13:30
Meno male che capisce tutto lei. Altrimenti saremmo rovinati.buonasera. mi permetto solo di consigliarle di non confondere le condizioni di distress con quelle di eustress.
Forse la sindrome del burnaut la fa da padrone. A ribuonasera
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vito totire
#8 vito totire 2018-07-11 20:13
Al commentatore n.7

Lei si sbaglia; io mi occupo di agenti e delle loro condizioni di lavoro;
aggiungo alcune questioni:
1) le condizioni degli agenti e delle persone detenute si influenzano a vicenda e non sono da considerare in antitesi;

2) sono sempre intervenuto -nel limite delle mie possibilità-ritengo con la stessa determinazione sia per la tutela dei diritti dei lavoratori del carcere (temo più di lei) che dei diritti delle persone recluse;

3) le associazioni di volontariato nelle quali lavoro sostengono proposte che migliorerebbero anche le condizioni dei lavoratori i cui livelli di distress , di fatica e persino di comportamenti suicidari sono oggetto di grande attenzione da parte nostra;
se poi c'è qualcuno che pensa di difendere i lavoratori penitenziari disinteressandosi delle condizioni dei detenuti , nel migliore dei casi o non ha capito niente della situazione, nel peggiore soffia sul fuoco per secondi fini.


Saluti a tutti.

Vito Totire
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#7 altro 2018-06-30 10:55
Come ha ben detto lei diventa difficile dialogare... Abbiamo idee, ricette diverse. Deduco solamente che non si occupa di agenti. È qui che la visione si concretizza in diverse angolazioni. Buonasera
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vito totire
#6 vito totire 2018-06-29 13:20
a questo punto diventa un po' difficile dialogare; al commentatore n.4 dico intanto che non lasco perdere niente; mi occupo di carcere nella sua complessità; edilizia e regolamento sono connessi; mettiamo a confronto Italia e Olanda sulle politiche carcerarie e discutiamo su quale approccio sia migliore (e non solo per le persone detenute ma per tutta la società); quanto alla Savianeria in effetti su molte cose sono d'accordo con Saviano, deduco che il commentatore n.4 non lo sia ma mi pare un modo di confrontarsi sbagliato; io lavoro perché le carceri italiane rispondano al dettato della COSTITUZIONE REPUBBLICANA;

per il commentatore n.5 : vuole spiegare meglio come le persone detenute dovrebbero scendere le scale? poi se non rilassamento (che significa poi in senso lato favorire la non violenza gandiana) vorrebbe proporre esercizi per aumentare lo stress?

in verità mi sorge il dubbio che il commentatore n.5 abbia bisogno anche lui di rilassarsi;

il carcere è un problema di tutti e non basta che la statua di s.Oronzo si fermi una volta all'anno davanti al carcere anche se non solo io apprezzo quel rito ma credo pure che a qualche "turese" dia anche fastidio.
Dobbiamo lavorare per la non violenza superando stereotipi e facili battute.
Grazie della attenzione.

Vito Totire
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#5 altro 2018-06-28 17:30
Provi a chiedere agli agenti cosa ne pensano dei programmi di rilassamento per detenuti da lei sostenuti.
Sono convinto che le risponderebbero che i detenuti dovrebbero scendere dalle scale in altro modo e che a questi programmi dovrebbero essere sottoposti i proponenti degli stessi. Angolazioni differenti.
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#4 altro 2018-06-28 17:15
Senza farina, non si fanno piadine. lei si occupa delle strutture carcerarie e/o edilizia carceraria?, certamente non si occupa di regolamento carcerario. La Savianeria la sta pervadendo. Lasci perdere. Con rispetto per il suo lavoro
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VITO TOTIRE
#3 VITO TOTIRE 2018-06-28 08:16
Chi condanna gli agenti? Non io; mi occupo e mi occuperò ancora di carceri nonostante che qualcuno-come vedo-non comprende quello che ho detto; ho detto che gli agenti sopportano un carico di lavoro eccessivo; questo significa condannarli?
Io non chiedo al commentatore di occuparsi di altro, gli chiedo cortesemente di riflettere sui messaggi altrui anche per non attribuire ad altri cose che non sono state dette;
peraltro per miei interventi precedenti ho ricevuto cenni di consenso anche da sindacati dei lavoratori penitenziari.
Con rispetto, anche da parte mia, anzi grazie per avermi dato la occasione per tornare sull'argomento.

Saluti a tutti.

Vito Totire
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#2 altro 2018-06-28 00:26
Vedi che mo' sono gli agenti che dobbiamo condannare. Signore si occupi di altro. Con rispetto, ma con nessuna condivisione
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vito totire
#1 vito totire 2018-06-27 09:53
Mi dispiace per quanto è accaduto; la violenza è sempre da evitare, ci son carceri, fuori dall'Italia in cui alle persone detenute viene proposto un programma di esercizi di rilassamento; non tutte le persone cui è stato proposto hanno aderito al programma ma tra quelli che hanno aderito c'è stato un calo drastico della aggressività;
gli agenti hanno tutto il diritto di beneficiare di una riduzione dei carichi di lavoro anche grazie alla copertura dell'organico e hanno fatto bene a sottolineare le disfunzioni organizzative; a mio avviso devono rivendicare che un ente ispettivo pubblico imponga-con disposizioni e prescrizioni-l'aumento del personale; se gli agenti arrivano a migliori condizioni di benessere lavorativo questo si riverbererebbe positivamente sulle condizioni delle persone detenute; come disse Pannella : detenuti e detenenti sono comunque accomunati;

io auspico che ogni istanza ed ogni richiesta vengano sempre veicolati da comportamenti non violenti.

Dalle persone detenute a Turi che hanno fatto il bel gesto di un dono al Papa , mi aspetterei questo.
Grazie per la attenzione.
Ma insito infine su una mia impressione: la comunità civile turese si occupa troppo poco del carcere, al limite della rimozione della sua esistenza…?


Vito Totire
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