Lunedì 20 Agosto 2018
   
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L'ultimo saluto ad Oronzo Di Bari

Oronzo Di Bari

Lo fecero scappare da Turi, il suo paese.
Il ricordo di Sandro Laera e Marilena Lerede


Turi in lutto per la scomparsa a soli 65 anni di Oronzo Di Bari, fondatore con il fratello Antonio del noto tarallificio Pastificio Di Bari Tarall’Oro.

Così lo ricorda Casillo, uno dei fornitori di Tarall’Oro, in un post su Facebook e sul giornale Food: "Una gran brava persona, un importante cliente che negli anni come tutte le persone serie ed oneste era diventato un caro amico degno della massima stima e rispetto.

Sapere che Oronzo qualche volta non fosse contento di qualcosa nelle nostre forniture era per me motivo di grande apprensione soprattutto perché sapevo come amasse il suo lavoro e come il perfezionismo nei dettagli fosse la sua dote principale.

Amava la sua azienda e soprattutto difendeva con ardore il valore più importante che per lui era la famiglia. Oronzo insieme ad Antonio, inseparabile fratello e socio di una vita ha costruito un’organizzazione perfetta ed efficace e voleva bene ai suoi nipoti ed ai suoi dipendenti come fossero suoi figli. Le mie non sono parole di circostanza ma sentimenti che provo con la consapevolezza che solo con i sacrifici ed il duro lavoro si possono raggiungere insperati traguardi".

L’azienda

Il Pastificio di Bari Tarall’Oro nasce a Turi nel 1982 per volontà dei fratelli Oronzo e Antonio Di Bari. L’azienda, nata come produttrice di taralli, affianca in breve tempo ai prodotti da forno anche la produzione di pasta secca di grano duro ricevendo un riscontro positivo sia dal mercato italiano che estero. A partire dai primi anni del 2000 con il coinvolgimento attivo dei tre figli Domenico, Leonardo e Antonello l’azienda allarga i suoi orizzonti anche ai clienti oltreoceano tanto che ad oggi il 60% della clientela è rappresentata da aziende straniere. All’incremento della produzione consegue la necessità di un ampliamento dell’area produttiva e di stoccaggio merce. Mancando a Turi una zona industriale predisposta a tale scopo, l’azienda è dislocata nel 2008 a Sammichele di Bari.

 

SANDRO LAERA: “ORONZO ERA UN VERO TURESE”

“Oronzo Di Bari – ci conferma Sandro Laera – era una grande persona, un bravissimo imprenditore, uno stupendo padre e nonno. Un vero grande turese, al quale tutti noi dovremmo essere grati per averci fatto conoscere in tutto il mondo e per aver dato tanto lavoro ai giovani turesi.

Ma in questi giorni intrisi di malinconia e dolore non possiamo dimenticare quello che ha subito Oronzo Di Bari dalla macchina amministrativa del Comune di Turi e da amministrazioni comunali che non hanno e non avevano compreso quale danno stessero arrecando non solo alla persona di Oronzo o alla sua azienda ma a tutto il futuro di Turi!

Come appassionato di politica, amministratore comunale anche se solo in opposizione, vorrei chiedergli scusa a nome di tutti i turesi e vorrei promettere che ci sforzeremo al massimo affinché ciò non accada più!”.

 

IL RICORDO DI MARILENA LEREDE

Cosa perde Turi con la scomparsa di Oronzo?

“Rispondo con queste parole dedicate a lui in Chiesa da due suoi collaboratori: Oronzo, sinonimo di papà. Si tu sei stato il nostro papà. Ci hai adottati tutti e come ogni padre di famiglia, hai sempre cercato l’unione tra noi figli. Se qualche tuo figlio commetteva un errore tu lo hai sempre perdonato. Il rancore, l’odio e la vendetta erano dei sentimenti che non ti appartenevano. La tua parola valeva più di qualsiasi firma. Nel tuo vocabolario la parola NO non esisteva. Ogni nostra richiesta era per te una gioia assecondarla. Ogni qual volta si presentava un problema tu eri lì pronto a risolverlo. Ci hai sempre trasmesso serenità e voglia di andare avanti. Non hai mai trascurato nulla. Ogni mattina arrivavi in ufficio e ti sedevi, ti prendevi la tua piantina e il righello e sviluppavi dove sistemare le nuove linee. Ti facevi un po’ di calcoli e poi mettevi il camice e scappavi in produzione con la scusa che stavi ingrassando. Tutto questo lo hai fatto col sorriso e con gioia. Papà Oronzo adesso tocca a noi. E’ arrivato il momento di mostrare i tuoi insegnamenti. Adesso è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e portare avanti quello che tu e tuo fratello Antonio avete creato. Tu starai lì, seduto sulla poltrona ad osservarci e pronto a correggere ogni nostro passo falso. Oronzo tu sei stato, sei e sarai il nostro esempio di vita. Ciao papà Oronzo”.

Chi era Oronzo e che attività svolgeva?

"Io Oronzo l’ho definito l’equilibrio, la presenza e un pilastro. Non lo frequentavo spesso ma sapevo che c’era, e se avevo bisogno di qualsiasi cosa lui era lì pronto ad aiutarmi e le parole scritte sopra dimostrano che era così con tutti! Oronzo nasce come falegname, poi col fratello Antonio si cimentarono nella produzione di taralli, dopo tante ma tante vicissitudini e difficoltà affrontate e superate, hanno realizzato un’azienda la TARALL’ORO produttrice di pasta artigianale e taralli che oggi vanta un fatturato di milioni di euro con una distribuzione internazionale e con diversi dipendenti".

Si dice che sia stato costretto a migrare nella vicina Sammichele. Come mai?

“Nel 2004 circa la Tarall’Oro comprò un suolo in periferia di Turi con l’intento di realizzare un capannone per necessità di produzione, presentarono il progetto ma fu rigettato perché in quel periodo l’amministrazione stava cercando di individuare la zona Pip, come loro anche altri imprenditori in quel periodo volevano insediarsi a Turi con altre aziende, ma non è stato possibile perché il comune non poteva garantire i servizi primari, e come sempre si è persa una ulteriore opportunità di far crescere il paese. Così i fratelli Di Bari si affacciarono a Sammichele dove trovarono una zona industriale in fase di realizzazione e un sindaco che li ha aiutati in tutto, a nulla servirono i manifesti degli operai turesi che si dichiaravano indignati con l’amministrazione, seppure le problematiche erano burocratiche oltre che politiche, ma a Turi si sa tutto è impossibile! Di chi sono le responsabilità e cosa ci ha perso Turi? Le responsabilità sono come ho detto prima politiche e amministrative e per politiche intendo tutti i fronti perché ad oggi dopo ben 14 anni di governi multi colore il problema non è stato risolto, fatto sta che quando la Tarall’Oro era a Turi i dipendenti erano tutti turesi, oggi il 60% sono di Sammichele”.

Turi è il paese delle ciliegie, possibile che non si riesca a realizzare un polo industriale per la trasformazione del prodotto tipico?

“Dobbiamo cambiare modo di agire e di pensare, le idee ci sono ma manca la volontà! Come per Tarall’Oro anche per le ciliegie se non impariamo a imporci e a salvaguardare il paese i risultati saranno sempre gli stessi. A pensarci bene l’associazione In Piazza ha fatto costruire un treno come simbolo del paese e delle ciliegie, speriamo che sia di buon auspicio e che non ce ne faccia perdere altri!”

Cosa rimpiangeremo di Oronzo?

“La sua saggezza, la sua bontà, la sua persona per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo…. e non parlo così perché ci ha lasciati, sicuramente era un uomo con pregi e difetti, nemici e amici, come dico sempre ognuno è fatto a modo suo ma se ha un cuore grande è sempre una grande persona”.

Il post di Giovanni Settanni

 

Il post dei Moturi

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