Mercoledì 23 Maggio 2018
   
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Un altro randagio ucciso a colpi di fucile

randagio sparato Turi

L'appello delle volontarie del Canile: "La Turi civile ci sia accanto"

Speravamo che la storia di Rubacuori, il meticcio che, prima di essere fatalmente investito in via Casamassima, era stato sparato, fosse l'ultimo esempio di violenza contro gli animali che dovessimo raccontare. Invece questa settimana ci ritroviamo a riportare la notizia, diffusa dalla pagina Facebook "Bau Bau Canile di Turi", di un altro atto di ferocia inaudita contro i randagi.

Sono le stesse volontarie del Canile di Turi che forniscono i dettagli dell'accaduto, questa volta documentato anche da una foto più che eloquente della barbarie commessa.

"Chiediamo scusa a quanti, in questo paese, si considerano e sono persone perbene, ma non possiamo in alcun modo indorare una realtà terrificante che parla da sola. Stamattina, a ridosso del centro abitato, è stato sparato a sangue freddo questo cane. Una signora ha sentito il forte boato e ha dato l'allarme".

Così inizia il post pubblicato il 1° marzo dalle volontarie che, in un successivo aggiornamento precisano: "Sappiamo che il colpo è stato sparato da distanza molto ravvicinata, verosimilmente di proposito. Il colpo ha diffuso nel corpo talmente tanti pallini che la radiografia sembra la foto di un illuminatissimo albero di Natale. È ricoverata e assistita al meglio, in ottime mani. Monitorata h24. Alcuni pallini si trovano in punti estremamente delicati. Se ce la farà lo sapremo nei prossimi giorni, noi lo speriamo con tutta l'anima".

"Partiranno indagini serie perché non si può più tollerare tutto questo" - proseguono, annunciando che si è già proceduto a sporgere denuncia presso i Carabinieri della Stazione di Turi insieme ad un'associazione animalista locale, una cittadina e al Comune di Turi nella persona della delegata al randagismo.

A distanza di un giorno, la triste notizia: nonostante le cure prestate, la cagnolina non ce l'ha fatta. "Addio, tesoro. Ti renderemo giustizia secondo la legge - si legge nel post di commiato scritto dalle volontarie - perché noi non siamo criminali come chi ti ha uccisa di proposito. A questa feccia umana e sociale auguriamo che venga preso quanto prima e che abbia il massimo della pena prevista".

Vogliamo concludere riportando un altro stralcio delle parole consegnate ai social da chi sceglie ogni giorno di difendere gli animali, lavorando in un contesto socio-culturale che sembra farsi sempre più ostile: "Nessuno osi minimizzare, la cosa che è accaduta stamattina è gravissima. In una società strutturata non è sparando gli esseri indifesi che si risolvono i problemi. La Turi civile ci sia accanto. Scuola, Istituzioni, Cittadini. La misura è colma! A Turi non li vogliamo questi criminali!".

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