Domenica 21 Ottobre 2018
   
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"Dal carcere alla morte"

senzatetto

Clochard 40enne esce dal carcere di Turi e, dopo una settimana, muore a causa del freddo

Michele, quarantenne senza fissa dimora e con evidenti problemi di deambulazione , è morto "inghiottito dalla vita di strada", una settimana dopo essere uscito dal carcere di Turi. Un anno trascorso dietro una cella per "scontare un reato che in realtà non aveva mai commesso, ma che ha dovuto saldare con la società come sacrificio inevitabile per chi vive in povertà, per chi a volte decide di giocarsi la vita, la dignità e la propria fedina penale in cambio di pochissimi spiccioli".

La notizia è stata diffusa dall'associazione foggiana "Fratelli della Stazione" in un post, pubblicato sulla propria pagina Facebook, in cui rabbia e amarezza si mescolano indistinte. Una "vita sgualcita" quella di Michele che, seppure sfiora solo nel sottotitolo il nostro Comune, merita qualche istante di riflessione, perché, come scrivono i volontari foggiani, "non è il primo senza dimora a morire a causa delle difficili condizioni dettate dalla durissima legge della strada, della povertà, del degrado. In passato, ci sono state altre vittime, altri clochard che hanno perso la vita per via del freddo o dei disagi legati al pesante stato di emarginazione. Ma questa volta è diverso. Perché Michele si poteva salvare. Bastava poco. Bastava che uscisse fuori un’adeguata struttura di accoglienza per chi - come Michele - aveva problemi di deambulazione".

Ed invece tutto è stato lasciato alla 'libera iniziativa' delle associazioni di volontariato, una colpevole assenza delle istituzioni denunciata da "Fratelli della Stazione" che ha portato, nel giro di pochi giorni dalla ritrovata liberà, un uomo incontro ad una fine inaccettabile.

Commenti  

 
Mino Miale
#5 Mino Miale 2018-02-06 11:58
Il Cinema non esiste più dopo tanti tentativi di vendita o gestione. Fu abbattuto... Al suo posto è sorta questa struttura (finanziamenti regionali e legge ad hoc...) che, consegnata in tempo, ancora non è andata in funzione... E' un ulteriore "fallimento" gestionale che non spetta a me ... criticare ... Magari qualche Consigliere comunale formula la domanda in sede appropriata, mi toglierebbe la curiosità che mi appassiona ogni volta che faccio quella strada, accompagnando i miei cani.
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Vito Totire
#4 Vito Totire 2018-02-04 14:06
Dopo episodi gravi di questo genere occorre reagire cercando di costruire qualcosa per il futuro; vedo che almeno altre due persone hanno fatto commenti; a "polemico"dico:penso siamo tutti d'accordo sul fatto che morire di freddo sia una cosa assurda che il morto sia italiano o che sia "straniero"; a Mino dico: la facenda dell'ex-cinema è pertinente? Cioè è stata fatta l'ipotesi che la stuttura potesse accogliere ex-detenuti?
Pe rla vicenda di Michele ho tentato di contattare ala associazione Fratelli di stazione di Foggia ma non mi rispondono nè alla mei nè al telefono reperibile da internet; scriverò all'indirizzo postale sperando che almeno quelo sia esatto;
ma siamo sono in tre a voler dire qualcosa sulla tragica vicenda di Michele?
Che poi definirlo "clochard" pone un interrogativo: come mai non esiste un termine analogo nel dialetto turese?
Forse è una forma di povertà metropolitana sconosciuta alla cultura contadina?
E' anche questo che disorienta ed ammutolisce la comunità locale?
chi vuol mettere in moto sinergie e azioni concrete a partire da questo ennesimo lutto in temo di pace, è invitato a contattarmi.

Vito Totire
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Mino Miale
#3 Mino Miale 2018-02-01 20:22
Ma questo poveretto non è... per caso... vittima del mancato avvio della famosa struttura sorta dalle ceneri dell' ex cinema comunale... o meglio ex pozzo di San Patrizio ?
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polemico
#2 polemico 2018-01-31 20:39
era italiano: per lui niente alloggi, giusto? la sinistra sta operando una vera pulizia etnica, ma la gente dorme e sogna
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vito totire
#1 vito totire 2018-01-31 19:54
Sono allibito e amareggiato; non sorpreso purtroppo; anni fa , ero nel carcere di Bologna per una visita medica ad una persona detenuta e ho visto un uomo avanzare in un corridoio; era molto buio e non capivo cosa fossero due "pacchi" neri ai piedi; un agente penitenziario(nientemeno che in quel periodo a Bologna c'erano una decina di turesi") mi disse: sta per uscire , non ha le scarpe , si è avvolto i piedi con due sacchi per i rifiuti; preciso che era dicembre...
Ho avuto la certezza, di fronte a quell'evento, che le carceri italiane non rispondono a dettato costituzionale che dovrebbe garantire il reinserimento e non una mera ed afflittiva reclusione ;

c'è da vergognarsi ma dobbiamo reagire anche se senza la azione del gruppo di volontariao di Foggia forse non ne avremmo neanche saputo niente.
Ripeto: dobbiamo reagire.

Vito Totire
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