Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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Giochi: partito il taglio delle slot machine. Puglia ancora una volta in prima linea

Come previsto dal MEF, è scattato il taglio alle slot machine e i concessionari dei giochi hanno già ricevuto indicazioni ufficiali sul numero di slot machine che dovranno abbandonare entro il 30 aprile 2018. Entro la fine del 2017, gli apparecchi in funzione dovranno ridursi del 15% ed essere non più di 345.000. Entro la conclusione del processo, previsto appunto per la fine di aprile del prossimo anno, il numero massimo di slot dovrà essere di 265.000. Il MEF, prevede inoltre che se al 30 aprile del 2018 il numero delle macchinette autorizzate fosse inferiore al numero massimo previsto, i concessionari potranno ottenere nulla osta fino al raggiungimento della soglia. Al contrario, se l’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) riscontrasse un numero di slot in eccedenza, ai concessionari in difetto sarà comunicato il procedimento di revoca del numero di nulla osta in eccedenza.

Un taglio netto, programmato e che prevede anche sanzioni nei confronti dei concessionari trasgressori, che dovranno pagare qualcosa come 10.000 euro di ammenda per ciascun apparecchio non autorizzato. Una rivoluzione voluta dal Governo Gentiloni con lo scopo di limitare il numero di slot e videolottery su tutto il territorio nazionale, con conseguenze di un certo livello anche sull’indotto dei Giochi. Oltre al Governo e alle Regioni, sono impegnate nel taglio al numero di slot anche l’ADM, le imprese che producono i giochi facenti parte del circuito AAMS e le forze dell’ordine.

I nuovi provvedimenti alzeranno ulteriormente il livello di attenzione proprio da parte delle forze dell’ordine in quelle regioni in cui di recente sono sorti problemi non di poco conto. È il caso della Puglia, ad esempio, dove di recente sono stati confiscati beni per un valore di 50 milioni di euro al cosiddetto “re delle slot”. Sempre a proposito della Regione Puglia, di recente il governo regionale ha ottenuto un’importante vittoria nella lotta alla ludopatia. La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tar Puglia sul distanziamento contenute nella legge regionale contro il gioco patologico risalente all’anno 2013.

Per ridurre la concentrazione di un numero elevato di slot e videolottery in una determinata zona, la Regione Puglia ha stabilito una distanza minima da imporre alle sale giochi, che si aggiunge sostanzialmente alla legislazione nazionale in materia. Una “sovrapposizione” alla quale si era opposto il Tar Puglia, ma che di recente si è visto dare torto appunto dalla Corte Costituzionale. Un risultato importante nella lotta alla ludopatia, anche se a livello nazionale rimangono gli interrogativi da parte degli addetti ai lavori sugli effetti del taglio al numero delle slot, sull’effettivo valore nel contrasto al gioco d’azzardo patologico e sulle conseguenze economiche di settore. Prima di poter dare qualunque risposta, però, bisognerà attendere inevitabilmente la metà del 2018.  

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