Giovedì 14 Novembre 2019
   
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TURI: TENTA DI DAR FUOCO ALLA FIGLIA E ALLA CASA

 
Durante un violento litigio, cosparge di benzina la casa e gli abiti della figlia maggiorenne, minacciando di appiccare il fuoco con un accendino, ma non riesce nel suo intento grazie alla pronta reazione della donna e al provvidenziale intervento dei Carabinieri, che hanno scongiurato più gravi conseguenze.
 
E’ accaduto ieri mattina a Turi, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 48enne incensurato del luogo accusato di “tentato incendio” e “maltrattamenti in famiglia”.

I militari, attivati da una richiesta telefonica giunta sul 112 da parte delle vittime, che in preda al panico erano riuscite fortunatamente ad allontanarsi dalla casa, si sono precipitati presso il luogo segnalato. Dopo aver soccorso le malcapitate, in stato di shock e con gli abiti intrisi di carburante, hanno fatto irruzione nell’appartamento dove hanno constatato la presenza di liquido infiammabile non solo sul pavimento del vano cucina-pranzo, ma anche sui mobili lì presenti. Avviate le sue ricerche, l’uomo è stato rintracciato e bloccato a pochi passi dalla casa, ancora maleodorante di benzina.
 
Da una ricostruzione della vicenda, il 48enne, di fronte all’ennesimo diverbio con la consorte, ha in un primo momento tentato di far esplodere l’abitazione, provocando di proposito la fuoriuscita di gas GPL dal piano cottura.
 
Di fronte alla strenua opposizione della moglie, che ha reagito chiudendo la manopola della bombola, ha pensato quindi di vuotare una tanica di benzina cospargendone il contenuto nell’abitazione e sugli abiti della figlia. Non rusciva a portare a termine l’insano gesto grazie all’intervento della consorte, che dopo essere riuscita a nel corso di una violenta colluttazione a far cadere l’accendino dalle mani del 48enne, fuggiva via a piedi in compagnia della figlia richiedendo l’aiuto dei Carabinieri.
 
Gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri sulla base delle dichiarazioni rese dalla signora hanno consentito di acclarare che l’uomo, da tempo, era solito minacciare e aggredire la donna, costretta a soprassedere alle angherie subite per paura di ritorsioni ancor più gravi.
L’uomo è ora rinchiuso nel carcere di Bari.

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