Venerdì 22 Novembre 2019
   
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PRECARIETA" SUL POSTO DI LAVORO NELL"ATRIO DEL PALAZZO COMUNALE

 


 

 

MANOVALI IN BILICO, CASCHETTI APPESI SULL’IMPALCATURA

COLPA DI IMPRESE DISTRATTE O LAVORATORI SCELLERATI?

 

"E' assurdo che si debba morire sul lavoro. Non limitiamoci alla denuncia" dice Napolitano, dobbiamo sentire "il dovere istituzionale di reagire, di indignarci, di gettare l'allarme, di sollecitare risposte. Dobbiamo volere condizioni di lavoro più umane, più civili, più rispettose dei bisogni e della dignità di tutti. Dobbiamo volere un'Italia migliore". Bertinotti: "Tre-quattro morti al giorno è una media da paese incivile". Citiamo solamente il candidato premier de La Sinistra l’Arcobaleno visto che passa per la coalizione più vicina ai lavoratori. Ma di fatto questa questione riguarda tutti. Dopo i disastri della Tissen Group e del tarantino caduto dalla nave mentre svolgeva il suo lavoro l’Italia è stanca di registrare morti o incidenti sul lavoro. 

A tal proposito abbiamo deciso di fare una passeggiata tra le miriadi di cantieri di Turi e abbiamo notato alcune anomalie. Ma quella che ci ha sorpreso di più, purtroppo, si stava verificando ieri mattina sulle impalcature dell’atrio del Comune. Sono attualmente in corso i lavori per la sistemazione dell’impianto di condizionamento in quasi tutto lo stabile comunale; nell’atrio sono state innalzate impalcature sulle quali stavano lavorando due manovali. Dando una veloce occhiata abbiamo riscontrato diversi problemi attribuibili in parte a chi dovrebbe vigilare sui cantieri e in parte alla scelleratezza degli stessi operai: nessuna rete di sicurezza, oltre alle sbarre d’acciaio, che proteggono gli operai da cadute accidentali. Basta mettere un piede in fallo e si può scivolare nel vuoto da altezze vertiginose. Inoltre i due manovali stavano effettuando il loro lavoro su una scaletta d’acciaio posta in precario equilibrio sulla stessa impalcatura. Tant’è che nella foto è possibile vedere che mentre uno dei due effettua il lavoro, l’altro regge la scala! Ancora: nessuna mascherina è stata indossata dai due operai hanno adoperato una lima elettrica per tagliare alcuni tubi. E per giunta, lavoravano senza indossare gli appositi caschetti, per proteggersi dalle eventuali cadute di detriti di lavoro. Ancor più assurdo è che i baschetti c’erano, ma appesi dalla parte opposta dell’impalcatura. Per questi motivi, prendendo spunto dalle parole di importanti esponenti politici del panorama italiano gettiamo l’allarme e sollecitiamo risposte alle seguenti domande: chi controlla l’operato dei lavoratori? E’ giusto che gli operai lavorino in queste condizioni senza pretendere un minimo di sicurezza? Non è giusto che si debba agire sempre, e solo, quando la tragedia avviene e i problemi vengono a galla. Prevenire è la miglior cura, visto che in molti casi di cura non si può più parlare. Siamo sicuro che l’attenzione che mostrano i consiglieri comunali nei confronti del nostro giornale aiuterà a verificare quanto descritto e a tentare di risolvere quanto prima la situazione evitando ogni tipo di inconveniente.

 


 

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