CARABINIERE TURESE INDAGATO. TANGENTI?

carabinieri

A seguito dell’indagine "Work Market" condotta della Guardia di Finanza di Barletta e di Bari portata a termine alla fine dello scorso mese, sono stati arrestati per i reati di corruzione e concussione, 16 persone. Tra loro un assessore provinciale, alcuni funzionari, un ispettore della direzione provinciale del lavoro di Bari e un carabiniere di Turi.

“Non si tratta di un fenomeno generalizzato – ha detto Capristo, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Trani – ma di una sacca di illegalità, scoperta grazie ad una audace denuncia che ha consentito di scoprire persone che si sono allontanate dal proprio impegno istituzionale di correttezza, coerenza, onestà e moralità”. I finanzieri barlettani hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare, di cui 5 in carcere e 11 agli arresti domiciliari. Tra questi ultimi anche D. G., 37enne turese, in servizio al Nucleo Ispettorato del Lavoro, accusato di aver passato informazioni riservate.

L'obiettivo era di “ammorbidire” accertamenti e ispezioni nei luoghi di lavoro; lo strumento per raggiungerlo erano le tangenti a funzionari pubblici, ispettori e consulenti del lavoro. L'inchiesta è partita dalla denuncia del titolare di un’officina di autolavaggio di Canosa di Puglia (Bari), al quale nel corso di una ispezione venne contestata la presenza di lavoratori in nero. Gli ispettori, anziché contestare e sanzionare, scelsero la strada della tangente, chiedendo all’imprenditore 3.000 euro per ciascun lavoratore in nero scoperto, ma l’imprenditore denunciò poi tutto ai finanzieri.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha deciso di vedere chiaro nella vicenda e per questo ha inviato a Bari due dei suoi ispettori del Ministero. Nel corso dei primi interrogatori gli ispettori hanno negato di aver preso tangenti, al massimo dei buoni in benzina o dei telefonini, ma niente soldi. In questi giorni verrà anche ascoltato anche il carabiniere Diego Guarnaccia.