TURI, NA CARTA SPORC E NESSUN S NPORT

CONSIGLIO_SENZA_NUMERI

Riceviamo e pubblichiamo.

 

 


Neanche nella tanto deprecata prima repubblica si assisteva a cambi di amministratori con la rapidità con cui vengono sostituiti quelli dell’attuale governo cittadino. Tant’è che negli ultimi due anni e mezzo di amministrazione si sono susseguite ben sette compagini assessorili. Tutti hanno assaporato l’ebbrezza dell’amministrare (tranne il buon Carenza, consigliere a vita senza un perchè).

Diversamente dai Governi ante 1993 che venivano eletti col Sindaco in seno al Consiglio comunale, con l’elezione diretta del Primo cittadino l’Amministrazione parte con “il vento in poppa“ stante la certezza del Sindaco e della maggioranza che lo sostiene (pari a 2/3 dei consiglieri). Questo nella mente del Legislatore e nella generalità dei casi: nella repubblica autonoma di Turi, invece, dall’attuale esperienza di Governo locale apprendiamo che non bastano 14 consiglieri ed oltre 4.000 voti per governare. Servono consiglieri della minoranza (generosissima come mai) che, all’occorrenza, permettano, con uscite strategiche dall’aula (tanto per non dare l’idea) ed assordanti silenzi in consiglio, di perpetrare le ingiustizie più gravi ai danni della collettività. Si spostano strade per concedere permessi a costruire o benefici a parenti ed amici (perché questo è quanto si è verificato con la strada “Lidl“ - la Fontamara turese), si annullano pezzi di strada per coprire gravi responsabilità della 'burocrazia' locale. Insomma, in questa nostra repubblica locale ormai succede di tutto con un unico filo conduttore: la bramosia dell’interesse individuale di amministratori, parenti ed amici degli stessi con il benestare di una minoranza (salvo qualche lodevole e coraggiosa eccezione) sempre pronta a garantire il numero legale o a far mancare la propria disapprovazione nel merito delle questioni con la conseguenza di ingenerare nel cittadino gravi sospetti di collateralismo prossimo ormai alla collusione.

Assistiamo inermi e privi di qualunque difesa a saccheggi di quello che resta dell’interesse pubblico nella nostra Città. Ormai la bandiera dell’interesse generale in questa nostra Città è stata resa, come diceva Pino Daniele, “na carta sporc e nessun s nport“. Questa è la triste realtà che stiamo vivendo a Turi. E noi cittadini, non sapendo a quale Santo votarci, ci organizziamo in proprio con le petizioni. Con buona pace del Sindaco, degli assessori e dei consiglieri tutti ormai non più riconosciuti come tali dalla gran parte della comunità 'amministrata'.