Sabato 25 Giugno 2022
   
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Riapertura delle scuole, domina l’incertezza

scuola media 2020 (2)

Il sindaco: “Una scuola in presenza nella modalità prevista dal Governo è una scuola smarrita, impaurita e frastornata”.

Se sarà necessario prendere decisioni diverse, lo faremo nella consapevolezza che tutto si fa per il bene comune


Nelle ultime ore che ci separano dalla riapertura delle scuole dopo le festività natalizie, si è intensificato il dibattito sull'opportunità di ritornare in classe in presenza, data la velocità di circolazione della nuova variante Covid.

Come già accaduto lo scorso anno, l’opinione pubblica si attesta su due posizioni di massima. Da un lato, c'è chi avrebbe preferito che si optasse per la didattica a distanza o che si rinviasse di qualche giorno il suono della campanella, lavorando nel frattempo per aumentare il numero dei bambini vaccinati.

Dall'altro, una parte dei genitori, dopo quasi due anni di “emergenza”, sposa l’importanza di iniziare subito in presenza, adottando le giuste misure di tutela (ad esempio campagne di screening gratuito coordinate con l’intensificarsi della vaccinazione), come segnale forte di una comunità degli adulti che riconosca il valore sociale, relazionale e umano dell’esperienza scolastica.

Al di là delle legittime opinioni, un dato ci pare inequivocabile: il capitolo “scuola” avrebbe meritato più lungimiranza da parte del Governo, da cui ci saremmo aspettati un’organizzazione strutturata per far ritornare i nostri figli in classe nelle migliori condizioni di sicurezza. Ed invece l’approssimazione l’ha fatta da padrone: basti pensare che la circolare esplicativa delle nuove modalità di gestione dei casi positivi è stata inviata ai dirigenti scolastici solo l’8 gennaio, a due giorni dalla ripartenza. Senza contare che, come denunciato dai sindacati di categoria, sussistono “oggettive difficoltà operative nell’applicare il complesso sistema di norme introdotte dal Decreto Legge approvato il 5 gennaio dal Consiglio dei Ministri”: dagli screening per gli alunni alla sostituzione del personale contagiato, dall’approvvigionamento delle mascherine FFP2 alle regole sui trasporti scolastici, tutto è chiaro sulla carta ma nebuloso nella vita reale di un Istituto.

La riflessione del sindaco Resta

Sul dilemma “scuola”, che in questa quarta ondata ancora una volta sindaci e dirigenti scolastici si ritrovano a fronteggiare da soli, è intervenuto anche il primo cittadino Tina Resta con una riflessione che vi proponiamo di seguito.

«Una scuola in presenza nella modalità prevista dal Governo – scrive – è una scuola smarrita, impaurita e frastornata. I bambini vivono condizionamenti psicologici che rischiano di provocare nel tempo disturbi seri, se non ci sono genitori e docenti rassicuranti. I media e i social continuano a dire di tutto e di più e il Governo si ricorda della scuola quando la scuola inizia... probabilmente anche loro sono nella centrifuga di correnti scientifiche contrastanti. Questo destabilizza tutti, ma proprio tutti... allora diventa essenziale mantenere un equilibrio decisionale che tenga conto delle indicazioni normative, ma anche della realtà scolastica. E allora, la responsabilità diventa di tutti in un clima di aiuto e comprensione».

Rammentando che i sindaci hanno le mani legate – poiché la Puglia è in “zona bianca” e non sussistono ragioni aprioristiche per poter derogare alla norma nazionale – il sindaco rassicura che la situazione viene monitorata con la Prefettura, l'Asl e i pediatri di libera scelta: «Io non so come si evolverà questa pandemia – annota – ma non possiamo affrontarla con lo scontro, ma con un confronto con chi ha competenze e, se sarà necessario prendere decisioni diverse, lo faremo nella consapevolezza che tutto si fa per il bene comune».

Foto di apertura: Primo giorno di scuola, settembre 2020

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