Venerdì 23 Aprile 2021
   
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Inciviltà e vandalismo, novità ed abitudini

Via Lezzi

I cittadini continuano a segnalare l’abbandono di rifiuti in via Lezzi; preoccupano i primi atti di vandalismo ai danni delle case popolari, mai occupate, in via Conversano

“È possibile che qualche buontempone usi l'angolo buio per depositare i resti della sua cena? Inoltre, l'operatore ecologico di quartiere non passa mai in questo vicolo? Boh…” – questo il messaggio di palese perplessità postato sui social a fine novembre scorso da un nostro concittadino, evidentemente stufo di continuare a tollerare un disagio che, seppur di lieve entità, sembrerebbe ancora oggi non trovare soluzioni definitive. La strada in cui si tenevano le da noi definite “cene al buio” era via Lezzi, tra l’altro all’epoca priva di adeguata illuminazione. Negli ultimi giorni, sempre sui social, si è nuovamente parlato di via Lezzi: “L'ennesimo abbandono di rifiuti in Via Lezzi, ormai siamo la pattumiera del centro storico”.

I cittadini, di tutta risposta, hanno suggerito al segnalatore quella che solitamente è la “soluzione definitiva”, ovvero l’impiego di impianti di videosorveglianza: “Bisogna costringere l'amministratore comunale a mettere delle foto trappole e spostarle di volta in volta nei punti critici.” – si legge dai social. Effettivamente le videocamere fisse potrebbero comunque fallire nel tentativo di riportare un po’ di decoro nel centro storico, dal momento che si assisterebbe ad una “migrazione” degli atti di inciviltà. Stando a quanto detto, anche l’idea di renderle mobili potrebbe risultare insufficiente. Probabilmente, la vera soluzione per il degrado di cui è vittima il centro storico va al di là del puro e semplice controllo.

CASE POPOLARI MAI POPOLATE

L'ex Ospedale di Via Conversano

Rimanendo in tema di vandalismo e di analisi di questo fenomeno, è esemplare il caso dell’ex ospedale, che, non essendo stato mai terminato, ha nel tempo assunto le sembianze di un ecomostro, di una Punta Perotti alla turese. Ai piedi di questo inutile gigante di mattoni e cemento, per anni, decine e decine di ragazzini turesi hanno usufruito di un campetto da calcio a 5, totalmente gratuito, poiché di fatto incustodito. La superficie del terreno di gioco presentava diversi difetti, ma collimava perfettamente con le esigenze dei giovani turesi, i quali amavano incontrarsi lì per dare dei calci ad un pallone, lontani dalle automobili, dalle vetrine, liberi di poter correre in quello che per loro era diventato il “118 Stadium”.

Un giorno, però, si decise che questo luogo dovesse cedere il passo ad una zona verde, ovvero quella che tutti quanti noi oggi possiamo ammirare. In questa zona verde, anch’esse attualmente visibili, erano previste delle case popolari, mai occupate da anima viva: “Peccato – commenta qualcuno sui social - perchè faranno la fine dell'ospedale mai finito. Che spreco di denaro pubblico.”. La considerazione appena riportata risponde alla segnalazione, postata sui social, di una concittadina che avverte: “Nei pressi del Palazzetto dello sport, le nuove costruzioni tra un po’ le troveremo senza finestre, visto che hanno incominciato a vandalizzarle.”.

LE POLEMICHE ED I “FIORI”

Prima di tornare sul caso dell’ex ospedale – “area verde”, vogliamo riprendere altri commenti relativi alla segnalazione di poc’anzi: “Spreco di denaro pubblico... Vanno scavando, cercando di fare cassa con Imu e Tasi già pagate o andate in prescrizione e poi sprecano denaro senza un vero fine. Vedi l’asilo di via Mola: demolito, ricostruito per destinarlo a cosa? Abbandonato. Vedi la struttura costruita nel suolo dell'ex cinema Zaccheo: abbandonata. Ed anche queste case costruite dove c'era il rustico dell'ospedale, nonostante siano state finite, sono state abbandonate. Tranquilli, tra un po’ di anni demoliranno anche queste per rifarne altre da riabbandonare. Fanno girare l’economia a Turi”.

E ancora: “Quando tra una decina di anni le vorranno abbattere perché ormai inagibili e con costi di riparazione troppo onerosi, diranno che mancava l’impiegato addetto agli uffici comunali per potersene occupare. E questa sarà la nostra consolazione. Siamo in piena emergenza pandemica e sicuramente molti concittadini avranno l’esigenza di avere un tetto sicuro nell’immediatezza, più che negli anni precedenti. Dicono che siamo un paese molto solidale, quindi piuttosto che sprecare questi immobili, diamo sistemazione a chi ne ha bisogno”.

E così, dal letame, il Fuoco Sacro degli esseri umani riesce talvolta a ricavare dei fiori; l’idea di dare funzionalità agli immobili abbandonati in questo particolare periodo di emergenza è, a nostro parere, tanto geniale quanto romantica: “C'è anche la struttura che è sorta al posto dell'ex cinema. Vorrei dare un consiglio: visto che pare che all'interno ci sia una cucina attrezzata, perché non fare una mensa per i poveri?”.

AVEVAMO UN CINEMA, UNO “STADIUM”

Tornando al letame e al caso dell’ex ospedale, anche il cinema Zaccheo rappresentava una risorsa incredibile, essendo per l’appunto un cinema che, nella Turi del 2021, non esiste. Come anche la struttura costruita sulle sue ceneri è stata nel tempo vittima di vandalismo. Iniziamo, quindi, a credere che il vandalismo sia una specie di reazione, altrettanto inutile, all’inutilità di certe costruzioni. Forse sarebbe stato meglio tenersi un cinema e, perché no, quello che i ragazzi chiamavano “stadium”, poiché sullo stadio vero e proprio è meglio stendere un velo pietoso.

LEONARDO FLORIO

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