Venerdì 23 Aprile 2021
   
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“Turi al centro della storia”

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Con il “progetto Gramsci”, il nostro paese cambierà il volto delle due ville comunali, diventando un polo d’attrazione internazionale

Lo scorso 22 gennaio, il sindaco Tina Resta ha convocato tutti i consiglieri per partecipare all’incontro di presentazione del “progetto Gramsci”. Con grande correttezza istituzionale, è stato invitato anche l’ex sindaco Menino Coppi, colui che per primo si è interfacciato con la Regione Puglia, dando il via a questa imponente iniziativa in cui l’arte si fonde con la storia e, insieme, incidono sul tessuto urbano.

A raccontare il progetto ci ha pensato il dott. Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Cultura e Turismo della Regione Puglia, affiancato dall’architetto Sportelli, funzionario regionale, e dall’ingegnere Cesa.

«Il dott. Patruno – spiega l’assessore Stefano Dell’Aera – ha ricostruito le principali tappe del cammino partito nel 2017. L’intervento si inserisce nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Italia-Albania-Montenegro, e vede la Città di Turi al centro di una collaborazione internazionale con il Ministero della Cultura del Montenegro (capofila) e il Ministero della Cultura Albanese».

«Dopo le prime interlocuzioni avviate dal sindaco Menino Coppi – riassume l’assessore – il Commissario Prefettizio, Andrea Cantadori, ha licenziato le due delibere, adottate rispettivamente il 19 luglio e il 2 ottobre 2018, con cui il Comune di Turi ha condiviso e aderito formalmente alla proposta progettuale. Ora tocca all’Amministrazione Resta lavorare approvare il progetto definitivo-esecutivo, impegnandosi per concretizzare gli atti utili affinché la Regione possa realizzare l’opera».

Il filo rosso di Gramsci

Il fulcro del “programma Interreg”, che unisce appunto due regioni dell’Unione Europea, è l’ispirazione artistica maturata da Alfredo Pirri, denominata “Compagni e Angeli”, che mira a commemorare la figura di Antonio Gramsci e le radici che accomunano il pensatore italiano al patrimonio culturale albanese, essendo la sua famiglia paterna originaria della città di Gramsh.

Una commemorazione che, come spiegato nella relazione del dott. Patruno, non si limita a erigere «un “monumento celebrativo” ma punta a realizzare un luogo pubblico, caratterizzato dalla presenza dell’arte, che abbia un valore civico e simbolico e contribuisca attivamente al rinnovamento urbanistico del paese». Per questo motivo, l’opera si collocherà all’esterno del nostro Carcere, dialogando visivamente con la cella che ha ospitato Gramsci: con una trasposizione “angelica” si andrà a creare un flusso visivo che farà “evadere” la cella di Gramsci, scavalcando i muri del carcere ed entrando in contatto con la comunità.

A partire da questa ispirazione, si è iniziato a ragionare sulla progettualità; ed anche in questo caso, non si è ricorsi a scelte banali: è stato interessato lo studio “Proap” dell’architetto João Ferreira Nunes, uno dei più illustri paesaggisti a livello europeo.

Il dibattito sulle due ville

«L’intervento previsto – rileva l’assessore Dell’Aera – abbraccia le due ville comunali ma, al momento, i lavori partirebbero solo per la “villa grande”. Abbiamo fatto presente che per noi è fondamentale una riqualificazione complessiva dei due spazi, cuore della vita sociale della nostra cittadina; siamo riusciti ad ottenere una progettazione globale dell’intera area, ora dobbiamo continuare il confronto per avere la garanzia che i lavori siano eseguiti senza interruzioni su entrambe le aree».

«Le due ville comunali – aggiunge il sindaco Tina Resta – sono le uniche zone di aggregazione del territorio. L’installazione artistica occuperà quasi metà della villa comunale, per questo diventa indispensabile che venga riqualificata anche la villetta di piazza Moro, creando un’area omogenea che “supplisca” allo spazio occupato dalla nuova opera e continui ad assicurare ai cittadini un luogo in cui socializzare».

Una scelta da condividere

«Piuttosto che entrare nei dettagli dell’intervento – chiarisce l’assessore Dell’Aera – in questa fase preferiamo ascoltare i cittadini, raccogliere dubbi e suggerimenti, farne una sintesi e avanzare delle proposte puntuali ai progettisti che, ad onor del vero, si sono dimostrati abbastanza flessibili. Del resto, è giusto fare i conti con il territorio, così come è altrettanto giusto sforzarsi per superare la visione tradizionale della villa, influenzata sicuramente da ricordi affettivi, e aprire la mente a un cambiamento che migliorerà l’intero tessuto urbano. Dire “no” a priori ci porterebbe solo a perdere l’occasione di inserire Turi al centro di una grande storia, di un progetto prestigioso che avrà ricadute positive anche sul piano turistico».

«Ecco perché l’incontro del 22 gennaio – chiosa l’assessore – è stato il primo tassello di un percorso che si articolerà in vari appuntamenti con tutte le realtà cittadine, affinché questo importante passo venga compreso e condiviso quanto più possibile e se necessario anche modificato sulla scorta dei suggerimenti che arriveranno».

Da Gramsci ai parchi di quartiere

Dal colossale “progetto Gramsci” ai parchi di quartiere il passo è più breve di quanto si possa pensare.

«Questa iniziativa – commenta il sindaco – ci ha portato a riflettere una volta in più sul fatto che Turi abbia la necessità di nuovi parchi pubblici: si avverte un crescente bisogno di stare insieme, che si è fatto ancora più urgente con le restrizioni della pandemia».

«Insieme all’assessore Dell’Aera – anticipa il primo cittadino – ci stiamo sforzando di reperire le risorse utili per realizzare i cosiddetti “parchi di quartiere”, magari inserendoli in un discorso di “amministrazione condivisa”, in cui siano i cittadini stessi ad “adottare” il parco e a prendersene cura. Difatti, il problema non è tanto moltiplicare le aree verdi quanto gestirne la manutenzione ed evitare fenomeni di degrado».

Proprio in questa direzione si sono mossi i residenti di una traversa di via Gioia: in un’area abbandonata, divenuta abituale ricettacolo di rifiuti, i cittadini si sono impegnati durante il lockdown per creare un piccolo “parco degli animali”. «Un’idea da elogiare – conclude il sindaco – che, opportunamente normata, può fare da apripista per intervenire su situazioni simili che ci sono nel territorio, affermando una “gestione collettiva” della cosa pubblica, in cui prevalga il senso di responsabilità e l’amore per il proprio paese».

FD

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