Giovedì 15 Aprile 2021
   
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“Casa delle Idee”, conclusi i lavori di riqualificazione

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L’annuncio dell’assessore Dell’Aera: riportate alla luce le tracce peucete della stanza “T08” e consegnate le attrezzature per potenziare le attività laboratoriali

Il 2021 si apre con un’altra lieta notizia: ad onta degli ostacoli della pandemia, che hanno bloccato per alcuni mesi tutti i cantieri, l’Amministrazione Resta è riuscita ad ultimare le opere di riqualificazione del polo culturale “Casa delle Idee”.

A darne notizia è l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Dell’Aera, con un post condiviso sulla propria pagina istituzionale: «I lavori nella stanza “T08” al piano terra del Centro Polivalente sono terminati e hanno riportato alla luce tracce di un insediamento preesistente. Ieri, inoltre, sono state consegnate tutte le attrezzature previste nel progetto, fra cui un piano a coda a sostegno delle attività del laboratorio urbano gestito da Casa delle Idee».

Un po’ di storia

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A marzo 2018 la Giunta Coppi partecipa all'avviso pubblico regionale “Laboratori Urbani in Rete 2017”, presentando un progetto che ambiva a rendere pienamente fruibile il vano “T08”, ovvero l’ambiente in cui, durante i lavori di restauro del maggio 2014, furono ritrovate importanti tracce archeologiche riferibili all’epoca peuceta.

Qualche mese dopo, a settembre 2018, la Regione Puglia comunica che la candidatura del Comune di Turi è stata accolta e che sarà finanziato l’intero costo dell’opera, pari a poco più di 117mila euro. Si procede, quindi, alla stesura del progetto esecutivo, redatto dopo un sopralluogo congiunto con due referenti del Ministero per i Beni e le Attività culturali, l’architetto Angelamaria Quartulli e la dott.ssa Francesca Radina.

Approvato il progetto esecutivo, predisposto dall’architetto Giambattista del Rosso, a giugno 2019 si apre la procedura di gara per individuare chi dovrà materialmente portare avanti i lavori. Il 27 settembre, con determinazione dell’Ufficio Lavori pubblici, l’appalto è stato aggiudicato all’impresa “Illuzzi Antonio”, che ha proposto un ribasso del 31,06%. Successivamente, su richiesta della Soprintendenza Archeologica della Puglia, viene affidato all’archeologa Paola Spagnoletta il compito di seguire tutti i lavori di scavo.

Il progetto

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Sono due le direttrici lungo le quali si muove il progetto. La prima, come anticipato, è quella di completare le attività di scavo del vano T08 e rendere l'area pienamente fruibile e funzionale. Nello specifico, oltre a spostare le tubazioni, è stata realizzata la ripavimentazione dell'intera sala, avendo cura di installare in corrispondenza dei ritrovamenti archeologici una copertura in vetro calpestabile, analoga a quella già esistente nella Sala Conferenze, e un'appropriata illuminazione, in prospettiva di una musealizzazione del sito. Il tutto in costante coordinamento con la Soprintendenza Archeologica. Inoltre, si è proceduto al rifacimento degli intonaci e all’installazione degli impianti tecnologici (tra cui allarme, videosorveglianza e citofono).

Il secondo obiettivo, invece, punta al potenziamento delle attrezzature. A tal fine, si è pensato all'acquisto di un pianoforte a coda e di una batteria per incentivare le attività musicali, di tavoli circolari per permettere lo svolgimento di attività nel chiostro durante la stagione estiva e di due diffusori acustici destinati alla futura sala espositiva, che potrebbe in tal modo ospitare anche attività congressuali.

La variante

In corso d’opera, il direttore dei lavori, l’architetto Giuseppe Domenico Sabatelli, ha redatto una perizia in cui ha documentato la necessità di eseguire lavori aggiuntivi rispetto al progetto originario, quantificati in poco più di 19 mila euro. Le maggiori somme sono state impiegate, tra l’altro, per rendere meno invasiva l’installazione dell’impianto antintrusione e citofonico, per realizzare una protezione allo scavo archeologico e per la sistemazione delle griglie.

Il 24 settembre 2020, il Responsabile dell’Ufficio Lavori Pubblici, l’architetto Flaviano Palazzo, ha dunque approvato tale perizia di variante, costata circa 3.300 euro, dando atto che l’importo complessivo dell’intervento (pari a 117.425,32 euro) restava invariato.

FD

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