Domenica 24 Gennaio 2021
   
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Incoscienza natalizia: contagiati interi nuclei familiari

controlli covid (1)

Il consigliere Teresita De Florio fornisce i dati dei controlli effettuati e delle sanzioni elevate per contrastare i contagi da Covid-19

“Abbiamo evitato il lockdown generalizzato ma ora non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già a gennaio e non essere meno violenta della prima” – queste le dichiarazioni del premier Conte rilasciate nella serata del 3 dicembre scorso, in occasione dell’ufficializzazione del DPCM entrato in vigore a partire dal giorno successivo.

Come si sono comportati gli italiani durante le festività natalizie? C’è stata la cautela tanto auspicata? Intanto, da una notizia pubblicata giovedì 7 gennaio sul portale della Corriere della Sera, si apprende che: «Mezza Italia da lunedì potrebbe essere in fascia arancione. Se in Emilia-Romagna si dà per scontata l’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza e nel Lazio si guarda con apprensione «al peggioramento della curva», il Veneto ieri aveva superato la soglia, la Lombardia era al limite e la Liguria appena sotto. Rischio alto anche per Piemonte, Puglia, Calabria e Basilicata. La situazione è ancora critica tanto che Walter Ricciardi, consulente dello stesso Speranza, insiste a chiedere “un lockdown minimale di due mesi, parola che terrorizza i politici, ma che viene attuato in Germania e Gran Bretagna”, pur sapendo che il governo continua ad escluderlo».

IL DPCM CHE VERRÀ…

«La linea – prosegue Fiorenza Sarzanini del Corriere – sarà comunque di mantenere la stretta e per questo il nuovo Dpcm, su cui si comincerà a discutere nel fine settimana per farlo entrare in vigore il 16 gennaio, certamente prevedrà regole rigide e la proroga di alcuni divieti, compreso quello di spostamento tra le regioni almeno fino al 31 gennaio. Scontato il rinnovo del coprifuoco alle 22, così come la chiusura di palestre, cinema e teatri. È assai probabile che nelle zone gialle bar e ristoranti saranno ancora obbligati a chiudere alle 18. Sono gli scienziati a raccomandare provvedimenti severi come sottolineato nella relazione dell’ultimo bollettino: “Si rammenta la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e rimanga a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine”».

TUTTO DIPENDE DA NOI

Chiarite le premesse e quello che con ogni probabilità sarà lo scenario che attende la nostra nazione nelle prossime settimane, torniamo alla domanda posta nelle battute iniziali: c’è stata la cautela tanto auspicata? Risale al 2 gennaio l’ultima comunicazione postata sulla pagina Facebook del Comune di Turi in cui si rendeva noto che: «Oggi 2 gennaio 2021, la Prefettura ha comunicato 38 nuovi casi positivi al Covid-19. Attualmente i casi positivi sono 80. Si resta in attesa dell'esito dei tamponi di controllo della RSSA “Mamma Rosa”».

Insomma, pare che il desiderio di trascorrere il Natale assieme ai propri familiari non abbia incontrato grossi ostacoli anche a Turi che, nonostante questa impennata, resta comunque un’isola “felice” se paragonata alle città limitrofe; probabilmente, purtroppo, ancora per poco, poiché l’illusione di essere al sicuro ha spinto tantissimi ad una superficialità inammissibile a distanza di quasi un anno dallo scoppio della pandemia.

Lo conferma il consigliere Teresita De Florio: «Ritengo che siamo ormai entrati nella cosiddetta terza ondata. Mi rammarica molto constatare l’aumento dei positivi all’interno delle famiglie, perché ciò significa che durante le festività natalizie si sono creati molti assembramenti nelle abitazioni. Positivi, infatti, interi nuclei familiari, compresi alcuni novantenni. Ritengo che mettere a rischio la vita di questi ultimi per poter festeggiare il Natale tutti insieme sia stata, da parte di alcuni turesi, una scelta folle».

Per quanto riguarda, invece, le sanzioni? Può fornirci qualche dato?

«Sono state elevate 11 sanzioni per divieto di spostamento e che quindi riguardano cittadini non residenti a Turi che hanno raggiunto la nostra città, pur essendo ciò vietato. 2 sanzioni, invece, per persone che non indossavano la mascherina in pubblico. Nessuna per gli assembramenti. Inoltre, siccome prima dell’ultimo DPCM era un reato spostarsi da un Comune all’altro, sono state registrate 5 notizie di reato in tal senso; 1 notizia di reato, invece, per quanto concerne il divieto di allontanamento dalla propria abitazione per chi è in quarantena».

Quali sono state le zone del paese maggiormente controllate?

«Sicuramente – risponde la De Florio – la zona centrale e nei pressi delle scuole. Sono stati effettuati 2.500 controlli, tra posti di blocco, controlli a piedi ecc.».

Dunque, nonostante una parte della cittadinanza lamenti ad oggi uno scarso controllo del territorio volto a contrastare l’avanzata del Covid-19, le cose non stanno proprio così: le Forze dell’Ordine, infatti, sono continuamente attive in tal senso e se si registra un aumento dei contagi è perché, con ogni probabilità, è venuto meno il buonsenso di molti cittadini. D’altronde, tutto dipende da noi e questo lo sappiamo – o almeno dovremmo – da quasi un anno.

Prima di concludere, il consigliere De Florio ci anticipa una buona notizia: da venerdì 7 gennaio, il vaccino anti-Covid sarà somministrato ai medici di base turesi.

LEONARDO FLORIO

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