Giovedì 15 Aprile 2021
   
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Antonio Di Bari nominato socio onorario dell’associazione “Pugliesi nel Mondo”

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Ed intanto la “famiglia allargata” della sua Tarall’Oro prepara degli auguri natalizi molto speciali. Valeria Di Bari racconta la nuova vision aziendale, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa…

Sarà il Teatro Mercadante di Altamura, la Leonessa di Puglia, ad ospitare la XI Edizione del prestigioso Premio Internazionale "Pugliesi nel Mondo" inizialmente in programma sabato 12 dicembre 2020; dal sito puglianelmondo.com, tuttavia, apprendiamo che: “Dopo aver atteso a lungo, nella speranza che questa pandemia si fermasse e dopo aver valutato attentamente insieme alle istituzioni competenti […] è stato deciso di rinviarla ad anno nuovo e precisamente per sabato 22 maggio 2021, da svolgersi sempre nella Città di Altamura e nel Teatro Mercadante”.

L’evento in questione rappresenta il culmine, il momento clou dell’omonimo concorso rivolto a tutti coloro che sono nati in Puglia – o che hanno origini pugliesi – e si sentono visceralmente legati alla nostra terra, con la sua cultura e le sue peculiari tradizioni. Scopo del concorso è quello di premiare un oggetto – un disegno grafico, un manufatto di modeste dimensioni o il progetto su CD o DVD di un oggetto tridimensionale – che la rappresenti: la creazione individuata diventa infatti Premio –Simbolo dell’evento annuale internazionale “Pugliesi nel Mondo”.

“UN TARALLO PER GHERMIRLI”

A tal proposito, buona parte dell’identità pugliese è senza dubbio racchiusa nella leggendaria forma anulare e nella doratura del tarallo che, in questi termini, nulla avrebbe da invidiare al celebre anello di tolkeniana memoria, specie per quanto concerne la dolce assuefazione che riesce a sviluppare nei consumatori; in tal senso, i taralli sono come le ciliegie: uno tira l’altro.

TARALL’ORO: UNA REALTÀ RILEVANTE IN ITALIA E ALL’ESTERO

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In ogni caso, certo è che, nella grande famiglia dei taralli, ci sono “taralli” e taralli. La passione e la giusta ricetta determinano infatti una distinzione in una categoria apparentemente omogenea, permettendo un discernimento tra prodotto di qualità, imitazione e “fake” vero e proprio; nella prima categoria rientrano i mitici prodotti del “Pastificio Tarall’Oro Di Bari”, fondato nel 1982 dai nostri concittadini Oronzo e Antonio Di Bari: è di quest’ultimo che vogliamo parlarvi quest’oggi, attraverso un’intervista rivolta alla dott.ssa Valeria Di Bari, addetta alla gestione delle Risorse Umane.

Quanti dipendenti conta attualmente la vostra azienda? Qual è la vostra impronta commerciale in Italia e all’estero?

«Ad oggi contiamo 61 dipendenti, tutti assunti direttamente, e otto agenti che si mobilitano in tutto il mondo. Il nostro commercio si sviluppa principalmente all’estero con il 65% del fatturato e per il 35% in Italia. Forniamo canali distributivi GD e DO e siamo presenti in tutti gli eventi fieristici di settore nel mondo. La rilevanza della nostra realtà, fortemente legata all’identità della nostra regione – prosegue la Di Bari – ha fatto sì che, pochi giorni fa, mio padre Antonio Di Bari, che per trent’anni è stato il Direttore Commerciale dell’Azienda e che ad oggi ne è l’amministratore, venisse nominato Socio Onorario dell’Associazione Internazionale “Pugliesi nel Mondo”».

ANTONIO DI BARI, TRA COMMOZIONE E SODDISFAZIONE

«Dopo anni di sacrifici, tale riconoscimento è per me, per noi, un orgoglio. Nella mia vita ho avuto la fortuna di poter realizzare un sogno: lavorare facendo ciò che mi rende felice. Dedico questa nomina al mio caro fratello Oronzo, senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile». Queste le parole di Antonio Di Bari che, tra commozione e soddisfazione, conclude rivolgendo «un enorme ringraziamento ai miei nipoti, ai miei figli e a tutti i nostri dipendenti che, ogni giorno, scelgono di lavorare al nostro fianco per la crescita di questo sogno».

ACCUSE E CALUNNIE: IL RAMMARICO DI VALERIA DI BARI

Rimanendo in tema di lavoro di squadra e della precedente e preziosa opera di team building che lo rende possibile, vogliamo adesso soffermarci sulle dichiarazioni rilasciate da Valeria Di Bari a proposito delle polemiche e delle accuse diffamatorie di cui la sua azienda è stata vittima alcuni anni fa: «Diverse testate giornalistiche locali e regionali ascrissero alla nostra azienda la responsabilità di fatti mai accaduti, autentiche calunnie, senza tra l’altro mai darci la possibilità di dire la nostra e questo, per inciso, mi rammarica molto tutt’oggi. Dopo l’improvvisa e devastante perdita di mio zio Oronzo, non è stato facile tornare alla normalità. Molti di noi hanno dovuto assumersi nuove pesanti responsabilità e ritrovarsi nel contempo al centro di attacchi mediatici forti, discriminanti e soprattutto ingiusti. Questo periodo non ha giovato certamente a nessuno della famiglia Di Bari, volendo in essa includere anche la grande famiglia dei nostri dipendenti. Tuttavia noi, che siam cresciuti a “pane e difficoltà”, abbiamo preferito rimboccarci le maniche ed accogliere il momento difficile come una sfida, dalla quale cogliere una possibilità per prendere la rincorsa e rilanciarci del tutto».

“L’ATTENZIONE È TANTA AL PRODOTTO QUANTA ALLE PERSONE”

Valeria e Antonio Di Bari

Cosa è successo, dunque, al momento della scomparsa di Oronzo?

«Noi cinque cugini, tutti insieme e di comune accordo, abbiamo deciso di riscrivere la “vision aziendale” e in tre anni abbiamo stravolto completamente la gestione della nostra impresa. Ad oggi, sono fiera di poter dire che siamo tra le pochissime imprese pugliesi che adottano un sistema di Gestione delle Risorse Umane visionario. L’attenzione è tanta al prodotto quanta alle persone. Abbiamo creato un personalissimo circuito di welfare aziendale e svolgiamo internamente dei corsi di formazione - molti dei quali gestiti da me personalmente – incentrati sulla crescita personale dei nostri collaboratori, nessuno escluso: il nostro fiore all’occhiello sono proprio i progetti di team building che, con regolare cadenza, vedono per l’appunto coinvolti tutti i dipendenti nella realizzazione di workshop mirati a creare momenti unici di unione e condivisione».

UN MESSAGGIO DI SPERANZA

Ed un momento unico e di condivisione universale è senza dubbio il Natale, celebrato in maniera alternativa dall’azienda Di Bari: «Quest’anno abbiamo scelto di realizzare i nostri auguri di Natale, o meglio di veicolarli attraverso una canzone scritta da tutti i nostri dipendenti. Canzone che sarà affiancata da un video, sperando che sia apprezzato e che diventi virale. Tutto ciò sta richiedendo grande impegno e dedizione da parte di tutti. Al di là delle finalità in senso stretto del workshop, lo scopo di questo lavoro è anche e soprattutto quello di lanciare un messaggio di speranza, un abbraccio di vicinanza virtuale a tutti quei dipendenti e imprenditori che, ad oggi, non possono più godere di questa bella realtà di “famiglia allargata”. La nostra canzone ed il suo video rappresentano una dimostrazione di quanto si possa fare coltivando il valore dell’unione, della collaborazione».

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IL COVID E GLI AUSPICI PER IL FUTURO

«Anche se la pandemia è riuscita a bloccare un po’ tutto, i nostri agenti commerciali sono costantemente a lavoro per far fruttare i canali di vendita alternativi. La tecnologia ci aiuta molto in tal senso, anche se l’impatto negativo del periodo non sta risparmiando nessuno, noi compresi. Naturalmente, l’auspicio è che quanto prima si possa superare quest’impasse e tornare tutti quanti ad essere sereni. Un grande ringraziamento ed i nostri migliori auguri vanno a tutti i nostri concittadini turesi che da anni, anche se ormai “da lontano”, continuano a sostenerci e ad essere orgogliosi quanto noi della realtà che abbiamo costruito. Con uguale affetto, auguriamo un sereno Natale ai nostri dipendenti ed ai cittadini di Sammichele che da anni ci ospitano nella loro magnifica città. Il mio personale ringraziamento, invece, va non solo ai dipendenti tutti ma soprattutto a chi ogni giorno, con me, s’impegna per mantenere unita questa grande famiglia: Domenico, Leonardo, Antonello e Tiziana; non siamo cugini, siamo fratelli».

LEONARDO FLORIO

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