Mercoledì 20 Gennaio 2021
   
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Tracce di Medioevo in via Cristoforo Colombo

via Colombo

La testimonianza dei cittadini: “Si parla di 5G, ma noi non abbiamo né luce né linea telefonica”

In questi giorni, più di 5 secoli fa – precisamente il 12 ottobre 1492 – la Niña, la Pinta e la Santa María guidate da Cristoforo Colombo approdavano a Guanahani, un’isola che l’esploratore genovese ribattezzò col nome di “Isola di San Salvador”; come tutti sanno, inizialmente Colombo credeva di aver raggiunto l’Asia attraverso una nuova via, più breve, per le Indie.

Per questa ed altre ragioni, il 1492 è secondo gli storici l’anno che sancisce la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna. Al di là della storiografia, qualcosa di medioevale permane tutt’oggi, sopravvivendo al trascorrere del tempo e all’incalzare delle scoperte scientifiche, innovative e rivoluzionarie; ne è un esempio la condizione in cui sono costretti a vivere alcuni nostri concittadini residenti nella via intitolata – per l’appunto – a Cristoforo Colombo.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA: IL PROGETTO DA 2 MILIONI E MEZZO

Prima di entrare nel merito, è doveroso mettere al corrente i nostri lettori di una notizia recente, pubblicata nello scorso numero del nostro settimanale: «Sono stati licenziati gli atti di gara relativi alla procedura aperta che porterà ad affidare gli interventi di efficientamento della pubblica illuminazione del nostro Comune, da realizzarsi attraverso lo strumento del project financing. Il Settore Urbanistica, con propria determinazione, ha dato seguito alla deliberazione di Giunta dello scorso febbraio, con cui si dichiarava di pubblico interesse la proposta presentata dall’impresa conversanese “Lorusso Impianti srl”. Contestualmente, veniva approvato il relativo progetto di fattibilità tecnico-economica che prevede la concessione per 20 anni della gestione, della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione (compresa la fornitura di energia elettrica), della progettazione ed esecuzione degli interventi di messa a norma dell’impianto (con sostituzione dei pali e delle armature e di ammodernamento tecnologico e funzionale dello stesso), nonché delle attività finalizzate al conseguimento del risparmio energetico. L’investimento complessivo richiesto è di 2 milioni e 542 mila euro: circa 2 milioni e 300 mila euro corrispondono ai lavori a base di gara, la restante somma si iscrive nel capitolo “spese generali”, ossia tutti gli adempimenti che vanno dalla progettazione al collaudo dell’opera. L’importo a base di gara per il canone è invece stabilito in 463.600 euro, compresa iva. L’affidamento avverrà con l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, privilegiando la proposta tecnica ed economica che concretizzerà il miglior rapporto qualità/prezzo».

VIA CRISTOFORO COLOMBO: NON C’È LUCE NÉ LINEA

Ebbene, in settimana, si è discusso ampiamente sui social di questa svolta epocale, non senza alcune polemiche; alcune di queste provengono dagli stessi cittadini, preoccupati dal fatto che il project financing potrebbe non contemplarli: i nuovi punti luce previsti nel progetto, infatti, non riescono in termini numerici a coprire l’intera area urbana turese. Chi resterà al buio? Questo è il dilemma, esacerbato da un’esasperazione più che giustificata. Tornando, infatti, al navigatore genovese, la via a lui dedicata è da anni teatro di uno spettacolo indecoroso.

Ecco una testimonianza: «Tutto inizia nel 2008, quando io e mia moglie acquistiamo un immobile facente parte di un complesso di villette bifamiliari da 16 unità. A gennaio del 2010, ci rechiamo dal notaio per l’atto definitivo e ad aprile, finalmente, ci viene consegnato l’immobile. Da quel momento è un continuo relazionarci con assessori e sindaci di turno»

Per quale motivo?

«Per semplificare, sul suolo di riferimento fu stipulato un “accordo preliminare di provvedimento” tra i proprietari del suolo ed il Comune. In seguito, il costruttore acquisì il suolo per poi attenersi all’accordo che veniva richiamato sui contratti di vendita. Sempre per semplificare, nell'accordo era previsto che il costruttore realizzasse marciapiedi, impianti elettrici ed idrici fogne, illuminazione esterna, aree verdi, area parcheggio e che, successivamente, cedesse al Comune gli esterni. Dopo aver regolarmente eseguito tutto ciò, il costruttore riferisce al Comune di essere pronto alla cessione”.

Dove sorge, quindi, il problema?

«Dal 2010 ad oggi noi viviamo al buio, abbiamo subito furti in casa e non abbiamo la linea telefonica di base. Leggo sui giornali e sui social che a Turi si parla di 5G, di iperfibra, mentre a noi mancano luce e telefono».

Cosa vi è stato risposto in passato?

«Alle vecchie Amministrazioni abbiamo chiesto di acquisire i suoli o, in alternativa, di cederli a noi proprietari a titolo gratuito; purtroppo, però, l’ingegnere responsabile dell’epoca ci chiese una somma improponibile».

Avete provato ad adottare soluzioni alternative?

«Per la cura del verde, ad esempio, abbiamo deciso di autotassarci; per attivare un contratto di fornitura elettrica, invece, non abbiamo giuridicamente alcun titolo. Pertanto, viviamo al buio, utilizzando le illuminazioni dei nostri immobili che purtroppo non hanno evitato i furti negli stessi».

Il tempo, dunque, si è fermato per questi cittadini che, nel 2020, assaporano ancora il gusto della vita medievale.

LEONARDO FLORIO

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