Accertamenti IMU 2012, il Comune perde i ricorsi

tribunale-1

La Commissione Tributaria, per la seconda volta, dà ragione ai cittadini

La Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha accolto i 65 ricorsi presentati dai cittadini che si sono opposti agli avvisi di accertamento IMU relativi all’anno 2012, annullando le cartelle esattoriali e condannando il Comune alle spese legali, che sono state quantificate dal Giudice, in favore di ognuno dei ricorrenti, in 220 euro, oltre contributo unificato, rimborso forfettario spese generali del 15 per cento, IVA e CAP come per legge. Al momento si è in possesso del solo dispositivo di sentenza, nei prossimi giorni verranno rese note le motivazioni per cui i giudici tributari hanno ritenuto di deliberare in favore dei ricorrenti.

Siamo alla seconda “vittoria” dei cittadini riuniti nel Comitato Aree Edificabili. La prima risale a maggio 2018, quando la Commissione pronunciò verdetto favorevole sui 71 ricorsi in merito agli avvisi di accertamento ICI relativi all'anno 2011. Una “vittoria” che dimostra, per la seconda volta, l’irragionevolezza della scelta, adottata dall’Amministrazione Coppi, di imbarcarsi in un contenzioso che si sarebbe potuto tranquillamente evitare. Difatti, come hanno sempre sostenuto i ricorrenti, l’intento non è mai stato quello di trovare una scorciatoia per non pagare le imposte dovute; l’unica richiesta era di stabilire criteri di tassazione più equi, che rispettassero alla lettera ciò che è stabilito dalla vigente normativa in materia.

Il commento del Comitato

Appresa la notizia, abbiamo contattato i referenti del Comitato Aree Edificabili che si sono detti combattuti tra due stati d'animo: «Siamo felici per il risultato ottenuto, poiché certifica che le nostre richieste non erano pretestuose o campate in aria. Allo stesso tempo, siamo amareggiati perché queste spese, che ricadono su tutta la collettività, potevano essere evitate se ci fosse stato uno sforzo di volontà da parte dell'Amministrazione Coppi, cui innumerevoli volte abbiamo chiesto di rivedere i valori venali delle aree diventate edificabili con l’adozione del PUG (Piano Urbanistico Generale). Abbiamo perso il conto degli appelli rivolti affinché si tenesse conto del reale valore commerciale di quei suoli su cui, alla luce della fase recessiva del comparto edilizio, non si potrà costruire nulla per i prossimi decenni. Una strada, tra l’altro, adottata da numerosi Comuni che, come a suo tempo abbiamo documentato all'ex sindaco Coppi, hanno previsto una diminuzione dell’imposta dal 40 al 60 per cento, proprio in considerazione della grave crisi del mercato immobiliare che, qui a Turi è maggiore dei Comuni limitrofi a causa della nota questione della cementificazione selvaggia».

«Ci auguriamo – concludono i referenti del Comitato – che per gli accertamenti IMU 2013 si riesca a raggiungere un accordo e non si sia costretti a ricorrere nuovamente alla giustizia. Lo ripetiamo ancora una volta: siamo convinti che sia un nostro dovere versare i tributi dovuti e siamo disponibili a pagare purché la tassazione sia commisurata al reale valore di quelle aree e non ad astratte formule matematiche».

La “linea dura” raramente paga, soprattutto quando sul fronte opposto c’è una parte di cittadini che si è stati chiamati ad amministrare. Proseguendo il “muro contro muro”, si rischia di aggiungere al danno delle spese legali la beffa di non incassare un solo centesimo delle imposte dovute per l’anno 2013, come accaduto per il 2011 e il 2012. Forse sarebbe il caso di intensificare il lavoro di mediazione, avviato correttamente dalla Giunta Resta e, purtroppo, non portato a termine. Occorrerebbe trovare quanto prima un punto d’incontro in nome del principio dell’interesse generale, archiviando così un capitolo della storia tributaria turese “nato e gestito male, che rischia solo di peggiorare. Da parte del Comitato Aree Edificabili ci è stata dichiarata “tutta la collaborazione possibile in tal senso”.

Fabio D’Aprile