Venerdì 18 Settembre 2020
   
Text Size

Inizia l’avventura dell’uva da tavola

Tonio Palmisano

Palmisano: “Prevediamo un’annata di medio carico ma di eccellente qualità”

Messi da parte secchi e scale, i coltivatori hanno salutato i ciliegeti dandosi appuntamento al prossimo maggio, con la speranza di una campagna cerasicola meno ostile di quella appena vissuta. Inizia ora l’avventura dell’uva da tavola che, passando dalle più disparate varietà, ci accompagnerà fino ad autunno inoltrato. Si parte tra pochi giorni con la varietà “Vittoria”, cultivar più precoce di uva bianca, per poi approdare all’uva “Italia” che, se le previsioni verranno rispettate, arriverà sulle nostre tavole ad agosto. Settembre sarà invece il mese delle uve rosse, in particolare della “Red Globe”. Nel mezzo di queste produzioni consolidate, c’è il mare magnum delle varietà apirene (senza semi) e delle cultivar sperimentali.

uva  (129)

Se per degustare i primi chicchi di uva bisognerà attendere ancora qualche altra settimana, sotto i tendoni i lavori fervono già a partire dalla fine maggio, quando ci si è messi all’opera per preparare i tralci, eseguendo le operazioni di sfogliatura. «La sfogliatura – ci spiega Tonio Palmisano, imprenditore agricolo – consiste nell’asportare alcune foglie per creare un microclima più favorevole: il grappolo viene messo in evidenza, ottenendo un maggiore arieggiamento del frutto e, di conseguenza, migliorandone maturazione e colorazione».

Con tutti i margini di incertezza che abbiamo imparato a mettere in conto, chiediamo una previsione su che tipo di annata attenda i viticoltori. «Come per le ciliegie – si sbilancia Palmisano – anche per l’uva ci aspettiamo un’annata di “medio carico”, sicuramente non superlativa dal punto di vista quantitativo ma che potrà dire la sua per qualità e sapore. Ad oggi, il prodotto si presenta in ottimo stato, agevolato dal tempo fresco che ha permesso al frutto di crescere nelle condizioni ideali, soprattutto negli impianti coperti in anticipo, ovvero nei vigneti in cui i teloni sono stati montati già a partire dal mese di marzo. Così facendo, si mantiene più calda la temperatura all’interno della struttura e si favorisce un risveglio più dolce, subendo meno l’influenza delle piogge che non vanno a bagnare direttamente la pianta ma forniscono il giusto apporto di acqua al terreno».

Anche l’uva è stata compromessa dalle gelate di marzo?

«Tendenzialmente, nelle zone marittime si è registrata una riduzione anche importante della produzione; viceversa, nel nostro agro i danni riscontrati sono stati fortunatamente trascurabili».

È già iniziata l’acinellatura?

«Nelle zone calde sì, noi partiremo la prossima settimana. Da una prima ricognizione, pare che non ci sarà molto lavoro da fare: i grappoli sono cresciuti in maniera omogenea e gli acini piccoli non abbandonano come nella scorsa annata».

Per la frutta si parla di annate “cariche” e “scariche”. L’uva, invece, mantiene una produzione costante. Il motivo?

«Effettivamente l’uva da tavola è abbastanza regolare e “affidabile”. Difficilmente si riscontrano “annate vuote” come può accadere per la ciliegia o come si è verificato quest’anno per le albicocche. La motivazione va rintracciata nel periodo di risveglio della pianta che, essendo più tardivo, è meno soggetto alle gelate e alle brine dei mesi primaverili, che si connotano sempre più per temperature particolarmente basse».

FD

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.