Venerdì 03 Luglio 2020
   
Text Size

Una targa di riconoscimento per Mariarosaria Laera

Laera con il dott. Borrelli

Nel pomeriggio di domenica, l’infermiera turese è stata ricevuta personalmente da Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile italiana

Lo scorso 17 aprile, Mariarosaria Laera, infermiera turese di 49 anni, partiva in direzione Roma a bordo di un vagone della Freccia Argento specificatamente dedicato agli infermieri della task force voluta dalla Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in tutta Italia: «Il giorno successivo siamo partiti per le destinazioni che ci sono state personalmente assegnate dal dott. Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione Civile: a me è toccato raggiungere l’ATS (Agenzie di Tutela della Salute) di Milano».

Sempre un mese e mezzo fa, la nostra concittadina ci raccontava quella che era la sua routine lavorativa: «Il mio compito consiste nell’effettuare tamponi su tutto il territorio di Milano. Ci prelevano dall’ATS e veniamo accompagnati nel luogo dove effettuare i tamponi, sia di determinazione della positività che di controllo per i pazienti che hanno già contratto il virus. Abbiamo operato anche all’interno di diverse strutture, tra cui la Caserma dei Carabinieri “Montebello”, rivelatasi in grave stato d’emergenza. Ad ogni modo, ogni giorno, ci spostiamo verso una sede diversa».

IL RIENTRO A TURI

Ebbene, dopo tre settimane estenuanti, precisamente il 7 maggio, l’infermiera turese rientrava nella nostra città, benché avesse fatto presente allo stesso Borrelli l’intenzione di voler continuare a prodigarsi, con grande spirito d’abnegazione, in prima linea contro il Covid-19.

Una volta congedata, l’hanno richiamata nelle regioni più colpite dalla pandemia?

«Come già mi era stato prospettato poco prima del mio ritorno a Turi, sarei stata richiamata qualora si fosse presentata la necessità; fortunatamente, nonostante il numero dei contagi sia ad oggi ancora elevato in Lombardia, pare che la situazione sia sotto controllo, grazie alla formazione voluta dalle ASL locali che ha permesso di preparare alcuni dei loro dipendenti per affrontare l’emergenza. Attualmente in Lombardia si registrano circa 200 soggetti contagiati al giorno».

Per quanto concerne il rientro a casa, invece? È stata sottoposta a tutti i dovuti accertamenti?

«Certamente. Sono stata sottoposta al tampone e, nonostante l’esito negativo, alle due settimane di quarantena fiduciaria. Dopodiché ho potuto finalmente riprendere la mia vita qui a Turi, tornando operativa nel 118 turese sempre come infermiera».

 

LA TARGA RICEVUTA DA BORRELLI

Lo sforzo e le energie profuse dalla nostra concittadina e da tutti i componenti della task force è stato riconosciuto sia dalle istituzioni politiche che dalla stessa Protezione Civile: «Nel pomeriggio del 21 giugno, ho ricevuto una telefonata dal dott. Borrelli il quale mi invitava nel suo ufficio per ricevermi alle ore 16.00. Fortunatamente in quel momento ero in zona, nei pressi di Colleferro e ho potuto facilmente raggiungerlo».

Cosa voleva dirle Borrelli?

«Ancora una volta ha voluto ringraziare me e i miei colleghi per il nostro lavoro; a me personalmente ha consegnato una targa in segno di riconoscimento. Dopodiché abbiamo deciso di scattare una foto per ricordare questo momento davvero emozionante. Borrelli – dirà più tardi – è una persona davvero seria, affidabile e soprattutto dotata di grande umanità. Posso inoltre dirvi che presto sarà in Puglia».

 

I RINGRAZIAMENTI E L’APPELLO AI TURESI

Nelle fasi conclusive dell’intervista, Mariarosaria Laera ci rivela che, nonostante i ritmi di lavoro ossessivi e i pericoli per la salute, rifarebbe quest’esperienza, a sostegno di quanto il suo lavoro rappresenti per lei qualcosa che, in altri ambienti, sarebbe chiamata “vocazione”; più nello specifico, vocazione all’aiuto verso il prossimo: «Sono molto felice ed orgogliosa del mio operato e di quello dei miei colleghi».

Vuole rivolgere dei ringraziamenti?

«Su tutti non posso che ringraziare il Ten. Col. Sigfrido Valenti dell’Arma dei Carabinieri, in servizio presso la Caserma di Montebello nella quale sono stata accolta, quasi come fossi a casa mia, durante il periodo di permanenza a Milano. Lui e i suoi colleghi sono stati davvero disponibili».

Per concludere, cosa vorrebbe dire ai turesi?

«Di essere prudenti e di andare al mare adottando le dovute precauzioni; mi auguro inoltre che la nostra cittadinanza continui ad onorare il 118 turese ed i suoi ragazzi, tesoro della collettività. Infine, rivolgo un saluto particolare al nostro sindaco».

LEONARDO FLORIO

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.