Venerdì 14 Agosto 2020
   
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“Un’annata scarsa ma di qualità”

ciliegie ok

Dalle ciliegie all’estate turese, la parola ad Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi”

Angelo Palmisano

Giunti alle ultime battute della raccolta delle “Bigarreaux”, i cerasicoltori sono alle prese con la varietà “Giorgia”, che fa da apripista alle “Ferrovie”, la cui maturazione è attesa già a partire dalla prossima settimana, almeno nelle cosiddette ‘zone calde’.

Continuiamo dunque a seguire l’evolversi dell’annata cerasicola in corso. E questa volta lo facciamo in compagnia del giovane imprenditore Angelo Palmisano, leader del gruppo di opposizione “Patto per Turi”, cui abbiamo chiesto anche un bilancio sull’iniziativa delle “mascherine artigianali”. Nell’intervista, inoltre, trovano spazio alcuni temi più “politici”, come le proposte per la programmazione dell’estate turese e la valutazione della “mozione Zaccheo”, che chiede l’annullamento per l’intero 2020 del tributo sull’occupazione del suolo pubblico (Cosap).

Un commento sull’annata cerasicola?

«Gli ultimi giorni di sole hanno accelerato i tempi di maturazione delle ciliegie, permettendoci di arrivare prima sul mercato con un prodotto che è di ottima qualità. Non lo stesso si può dire per la quantità che, come noto, ha risentito delle gelate di marzo: la produzione delle “Bigarreaux”, infatti, è un decimo rispetto a quella degli agli altri anni, mentre si stima una perdita del 50% sia per la “Giorgia”, che si sta raccogliendo in questi giorni, che per la “Ferrovia”, la cui raccolta inizierà a partire dalla prossima settimana».

Come vi siete adeguati ai protocolli di sicurezza?

«Facciamo in modo che gli operai mantengano la distanza sociale, indossino sempre guanti e mascherine e abbiano a disposizione prodotti igienizzanti per le mani. Personalmente, ho introdotto anche il controllo della temperatura corporea a inizio della giornata lavorativa: se si superano i 37.5 gradi, il dipendente viene rimandato a casa dopo aver contattato il proprio medico curante.

Un altro aspetto importante è che, nel caso si verifichi un contagio, l’Inail riconosce all’operaio l’infortunio sul lavoro. In un primo momento questa classificazione ha allertato le aziende agricole, preoccupate di poter essere coinvolte in contenziosi in sede penale e civile. Tuttavia, una successiva nota di chiarimento ha rasserenato gli animi, precisando che, se sono state adottate tutte le misure di sicurezza, non vi è dolo e quindi non può essere imputata alcuna responsabilità al datore di lavoro».

Dicevamo della scarsa produzione. Oltre alle gelate di marzo, quanto ha inciso il vento?

«Abbiamo registrato un’ulteriore limatura del 10%. Le “Bigarreaux”, essendo una varietà a pasta morbida, si sono ammaccate e sono risultate in buona parte invendibili. Per la ciliegia “Ferrovia”, invece, si è accentuato il fenomeno della cosiddetta “cascola”, ovvero la propensione della pianta, soprattutto quella più giovane, a far cadere il frutto prima della maturazione.

Aggiungo che le “Bigarreaux” sono state attaccate dalla Drosophila Suzukii. Un altro incubo che rischia di compromettere definitivamente la raccolta delle primizie. Stiamo trattando gli alberi con interventi mirati contro le larve ma, se lo Stato avesse concesso a tempo debito l’impiego degli insetti antagonisti al “moscerino della frutta”, sicuramente avremmo evitato, o per lo meno contenuto, questo ennesimo danno».

Quali sono i prezzi di vendita attuali?

«Per la Bigarreaux si va dai 2 ai 3,50 euro, un assestamento prevedibile considerando che siamo nella fase conclusiva; la Giorgia al momento è quotata 5 euro al chilo. Ad ogni modo, non essendoci grossi quantitativi, quest’anno non c’è la solita “corsa alla vendita”, l’affanno a conferire per primi per spuntare il prezzo migliore. Sono risultati del tutto infondati i timori che i magazzini potessero intasarsi o che l’assenza della manodopera stagionale avrebbe creato disagi».

 

MASCHERINE SOLIDALI

Allontanandoci dai ciliegeti, chiediamo a Palmisano un bilancio sull’iniziativa delle “mascherine artigianali”, ideata da “Patto per Turi” all’inizio della pandemia per sopperire alla carenza dei dispositivi di protezione.

«Tutto è stato possibile grazie all’impegno dell’intero gruppo di “Patto per Turi”: Fernanda Di Brindisi ha avuto l’idea, Lilli Susca e Sergio Spinelli hanno catalizzato le adesioni di tanti volontari che, lavorando dietro le quinte, hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità. Complessivamente, abbiamo consegnato oltre 700 mascherine, suddivise tra Forze dell’Ordine, cittadini e le due RSSA turesi».

 

UNA SAGRA PERMANENTE

Avete lanciato l’idea di una “sagra permanente”. In che termini la immaginate?

«Siamo partiti dalla premessa che i protocolli di sicurezza imporranno agli operatori del settore ristorativo di investire maggiormente negli spazi all’aperto e dalla considerazione che non tutti gli esercenti hanno spazi sufficientemente ampi nelle vicinanze del proprio negozio. Dunque, al fine di evitare situazioni di svantaggio o disparità, abbiamo pensato di proporre una “sagra permanente”: un percorso eno-gastronomico, arricchito da spazi di intrattenimento musicale e culturale, che abbraccerebbe la Villa comunale e il centro storico. In questo modo si creerebbe uno spazio, condiviso e uguale per tutti, a disposizione degli esercenti, che avrebbero la possibilità di promuovere i propri prodotti. L’ambizione è di coinvolgere anche quelle attività che non hanno mai partecipato alla vita serale del commercio, come ad esempio le macellerie. Certo, è un’operazione impegnativa ma Turi ha già dimostrato di avere le competenze per superare questo tipo di sfida».

Come verrebbero coperte le spese di questo progetto?

«L’organizzazione, che coinciderebbe con l’allestimento degli stand, spetterebbe al Comune. Del resto, nella programmazione del palinsesto degli eventi estivi, ci pare opportuno che l’Amministrazione, piuttosto che perdersi in “finanziamenti a pioggia”, convogli le risorse in un unico progetto che avrebbe una duplice ricaduta sul tessuto economico e sociale turese: sostenere gli esercizi commerciali, già messi duramente alla prova da due mesi di lockdown, e dar vita a una manifestazione che animi il nostro paese, alimentando una “movida” che consenta ai cittadini di vivere Turi sotto una luce nuova».

 

MOZIONE COSAP DA RIVEDERE

Appoggerete la mozione del consigliere Zaccheo?

«Stiamo dialogando per proporre alcune modifiche al testo originario. Sulla Cosap è già intervenuto il Governo nazionale, disponendo l’azzeramento del tributo fino ad ottobre; per questa ragione, “Patto per Turi” ritiene superata la mozione e sta ragionando su misure di sgravio della Tari (tassa rifiuti), il tributo che pesa maggiormente sulle attività commerciali. Inoltre, piuttosto che attingere a spese culturali generiche, abbiamo suggerito di utilizzare le risorse stanziate per la Sagra della Ciliegia, evento ufficialmente annullato».

Infine, sempre sulla Tari, Palmisano ci anticipa che il suo gruppo è a lavoro lo storno dei due mesi, marzo e aprile, in cui le attività commercianti, costrette alla chiusura, non hanno usufruito del servizio di igiene urbana.

Fabio D’Aprile

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