Venerdì 05 Giugno 2020
   
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La palestra Okinawa si arrende al virus

palestra okinawa

Antonio Albanese: “Per noi il Governo non ha previsto alcun tipo di aiuto”

Il Coronavirus è stato come un fulmine a ciel sereno: presi alla sprovvista, siamo rimasti inizialmente accecati dal suo bagliore e per qualche giorno ignari del lungo frastuono che avrebbe fatto seguito al lampo di luce iniziale. In questa metafora si intravedono gli scenari apocalittici che forse, per sano spirito di sopravvivenza, abbiamo voluto negare a noi stessi negli ultimi due mesi, illudendoci che “andrà tutto bene”. Che sia necessario stringere i denti e pensare positivo è fuori da ogni dubbio, ma sarebbe irreale ignorare coloro che, fino al giorno in cui “andrà tutto bene”, hanno già visto sconvolta la propria vita: il vero problema, dunque, è capire quando tutto andrà bene e, soprattutto, per chi.

Ad ogni modo il tempo scorre, il mondo non aspetta e a volte assesta colpi da K.O. in grado di atterrare anche i più grandi campioni. Questo è ciò che sta accadendo anche a Turi, da qualche giorno ufficialmente orfana dell’ASD Club Okinawa e del suo piccolo tempio dedicato al karate, al muay thai, al functional training e ad altre discipline da combattimento.

Abbiamo intervistato il maestro Antonio Albanese per saperne di più sul futuro della palestra e dei suoi oltre 100 iscritti: «Innanzitutto – esordisce il maestro – voglio ringraziare i genitori di tutti i nostri ragazzi delle scuole elementari e medie, poiché negli scorsi giorni hanno dimostrato di tenere tantissimo alla nostra realtà proponendosi volontariamente con dei contributi economici che potessero tenere in piedi la palestra fino alla riapertura. Non sapendo, tuttavia, quando tutto tornerà alla normalità, ho dovuto rifiutare il loro sostegno con grande dispiacere, soprattutto per i loro ragazzi che adesso avranno molte più difficoltà per potersi allenare».

Davvero non c’è una soluzione che possa permettervi di resistere, purtroppo, fino a data da destinarsi?

«Per gli sport da contatto la faccenda si complica con ulteriori difficoltà rispetto ai centri fitness e alle disposizioni che questi ultimi dovranno rispettare al momento della riapertura. Adesso potremmo portare i ragazzi a fare un po’ di corsa, ma anche qui gli ostacoli non sono da meno, col caldo, la mascherina e i genitori giustamente preoccupati nel mandare i propri ragazzi, specie i più piccoli, ad allenarsi per strada. Viene meno per loro la sicurezza della palestra».

Insomma, la scelta di dover chiudere non è stata certamente presa a cuor leggero, tant’è che: «Essendo la nostra un’associazione no-profit, avremmo dovuto rimettere gran parte delle spese di tasca nostra; e soprattutto avremmo dovuto farlo per un arco di tempo indefinito. Anzi, essendo chiusi dai primi di marzo, abbiamo dovuto fare i conti con i vari pagamenti, ragion per cui siamo già stati costretti a mettere in vendita l’attrezzatura. Per noi il Governo non ha previsto alcun tipo d’aiuto».

Riuscirete prima o poi a riaprire?

«La situazione è complessa, a partire ancora una volta dai ragazzi che, intanto, decideranno di abbandonare definitivamente questo tipo di sport. Se la loro fiducia riuscisse a resistere, sempre qualora il governo dia l’ok, non escludo che potremmo provare a ripartire in futuro. Per adesso però non possiamo dirlo e, purtroppo, abbiamo dovuto smantellare tutto».

La Okinawa, dunque, ne esce per adesso con le ossa rotte, ma siamo certi che il suo spirito continuerà a sopravvivere, permettendole, quando tutto andrà davvero bene, di rinascere, di rialzarsi e tornare a combattere.

LEONARDO FLORIO

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