Mercoledì 05 Agosto 2020
   
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Fare shopping sarà diverso

abbigliamento turi

Il 18 maggio riaprono i negozi d’abbigliamento per adulti: come si stanno preparando gli esercenti turesi?

Per alcuni esercizi la “fase 2” è già iniziata, mentre c'è chi attende la data del 18 maggio per rialzare le serrande. È il caso, ad esempio, dei negozi di abbigliamento per adulti - quelli per bambini hanno già riaperto - che si apprestano ad accogliere nuovamente i clienti, ma con nuove misure per garantire la massima sicurezza. Come cambierà dunque il modo di fare shopping? A questo e ad altri interrogativi hanno risposto Ambrogio Romanazzi, Tommaso Gargano, Ilaria Arrè, Giovanna Cassandra e Marilena Gargano, rispettivamente rappresentanti “Romanazzi 1930”, “Gargano Store”, “Dandy”, “Cheresia” e “Calzature Gargano”.

 

Quali sono stati i problemi incontrati nella chiusura e come vi state organizzando per la riapertura?

AMBROGIO: “Il nostro Atelier è un laboratorio sartoriale totalmente dedicato all’uomo. Tutto è completamente Made in Puglia. Nel nostro spazio viene accolto il cliente che per motivi di lavoro, per cerimonie o semplicemente per lifestyle si rivolge a noi per la realizzazione di abiti, camicie, cappotti. Il COVID-19 ha dato un duro colpo all’economia in generale poiché tutto si è abbattuto nelle fasi più importanti dell’anno; fasi in cui avevamo già moltissime commissioni da parte di futuri sposi e businessmen degli Emirati Arabi. Ci stiamo preparando ad adottare tutte le misure cautelative per disporre nel nostro esercizio i dispositivi di protezione. La sanificazione della location verrà effettuata entro la metà del mese corrente”.

TOMMASO: “La chiusura obbligata ha di fatto azzerato la partenza delle vendite primaverili in un settore, quello dell’abbigliamento, che vive sulla stagionalità. Le aziende, come la mia, hanno effettuato gli acquisti dei prodotti della stagione in corso circa 8 mesi fa e avrebbero dovuto essere messi in vendita a partire dal mese di marzo; ad oggi tutta la merce è ancora imballata in negozio ed è destinata a rimanere in gran parte invenduta. Nel frattempo, si è continuato a pagare affitti, utenze, banche, fornitori. La chiusura, inoltre mi ha costretto a tenere a casa le mie collaboratrici alle quali, come alla gran parte dei dipendenti italiani, ancora non è arrivata la cassa integrazione. Riaprire in sicurezza è assolutamente necessario. Mi sto preparando alla riapertura seguendo i protocolli emanati e quindi effettuando la sanificazione dei negozi e predisponendo i presidi sanitari necessari a lavorare ed accogliere in sicurezza i nostri clienti”.

ILARIA: “L'attività è rimasta chiusa per ben 45 giorni; alla riapertura, avvenuta il 14 aprile, ho provveduto ad una pulizia accurata del locale, mettendo a disposizione della collettività il gel igienizzante, come da DPCM”.

GIOVANNA: “La chiusura è stata devastante ma obbligatoria per la salvaguardia della salute di tutti. I mesi di marzo e aprile sono importantissimi per l'arrivo e la sistemazione della nuova collezione; sono mesi emozionanti in cui si scartano i nuovi capi, le nuove calzature che un anno prima abbiamo accuratamente selezionato. Le prime vendite, quelle che danno il via alla bella stagione, sono vendite emozionali che purtroppo sono state bloccate brutalmente. L’ovvio annullamento di tutte le cerimonie ed uscite determinerà il calo di gran parte delle vendite future. Ora ci dobbiamo organizzare per la seconda parte degli arrivi e capire quali saranno le esigenze della nostra clientela e le strategie da adottare. Ci vuole grande organizzazione! In questi giorni stiamo anche lavorando alla sanificazione degli ambienti e dei capi presenti in negozio con i dispositivi previsti dalla legge. Tutto sarà sanificato giornalmente per la nostra e la vostra salute”.

MARILENA: “I problemi che ho sono identici a quelli di tutti i commercianti che hanno dovuto chiudere dall'11 marzo le attività: mancati incassi e pagamento di fitto, utenze ecc. La merce che era ormai in arrivo per la stagione estiva la stiamo comunque ricevendo e le aziende ci vengono incontro con pagamenti più prolungati; lo Stato inoltre ci ha dato 600 euro per ripagarci, ma tutto questo sarà insufficiente se all'apertura i clienti non verranno a spendere da noi. Bisogna inoltre tener conto che verrà certamente meno quella buona fetta di clientela che avrebbe fatto acquisti per cerimonie”.

 

In che modo lavorerete, dovendo rispettare il distanziamento?

AMBROGIO: “Ci stiamo preparando ad offrire un servizio riservato e su prenotazione. Fornendo un servizio su misura, metteremo dei guanti a disposizione del cliente e noi stessi indosseremo mascherine e guanti”.

TOMMASO: “Il distanziamento sarà garantito considerando il flusso di utenti; ad ogni modo sto verificando la possibilità di creare percorsi di ingresso e uscita per far sì che non vi siano intersezioni tra i clienti”.

ILARIA: “Da quando ho riaperto, invito i clienti ad entrare nella mia attività singolarmente, una persona alla volta, anche se per metratura potrebbero entrarne due; sono inoltre categorica, non facendo entrare i bambini e rispettando assolutamente le distanze”.

GIOVANNA: “La parte espositiva del negozio è di 100 mq, quindi, calcolando la presenza di tre addette alle vendite e il limite di una persona ogni 10mq, potranno accedervi al massimo 7 persone contemporaneamente, con il distanziamento di un metro l'una dall'altra. Per buon senso cercherò di farne entrare meno per contenere il pericolo”.

MARILENA: “Avrò gel igienizzante per i clienti ai quali sarà permesso entrare due per volta e, assolutamente, con la mascherina. Senza non si entra. Ovviamente anche io li accoglierò con la mascherina”.

 

Si prevedono saldi straordinari per incentivare gli acquisti nella prima fase di riapertura, considerando la crisi generale?

AMBROGIO: “Come detto in precedenza, il nostro è un servizio Made to Measure, ragion per cui non effettueremo saldi o incentivi di alcun tipo. Chi già ci conosce sa che i nostri prezzi sono giustificati per qualità, manifattura, esclusività. Garantiamo sostenibilità, proponendo solo tessuti in fibre naturali delle più importanti aziende tessili italiane e inglesi, quindi ritengo che il consumatore vada educato ad un consumo responsabile anche nel rispetto dell’ambiente”.

TOMMASO: “Il nostro auspicio è che, attraverso questa esperienza che ci vede tutti coinvolti, si giunga alla consapevolezza che il territorio è un bene comune. Incentivare l’economia del territorio passa anche attraverso il privilegiare gli acquisti negli esercizi commerciali del nostro paese. Mi auguro che questo avvenga”.

ILARIA: “Dato il ritardo evidente delle vendite, spero assolutamente che i saldi stagionali previsti per inizio luglio vengano spostati direttamente a settembre. Penso soprattutto a chi nella mia categoria di abbigliamento per adulti potrà aprire dopo il 18, e quindi dopo più di 2 mesi. In ogni caso mantengo la mia linea deontologica e di rispetto del cliente, applicando la scontistica che ho sempre fatto”.

GIOVANNA: “Per coccolare la nostra affezionata clientela, cercheremo di creare offerte ed incentivare gli acquisti inerenti alle nuove collezioni; inoltre, stavamo pensando di allestire un angolo outlet con promozioni allettanti: incrociamo le dita e speriamo bene per tutti! Non vediamo l'ora di rientrare a lavoro. Ci vediamo il 18 maggio con tutto il nostro impegno e la nostra professionalità”.

MARILENA: “Certo, penso che si effettueranno degli sconti straordinari su alcuni articoli per incentivare gli acquisti. Vorrei comunque dire una cosa ai miei concittadini, a nome di tutti i commercianti di Turi: solo insieme ce la possiamo fare; acquistate nel vostro paese: abbiamo veramente tutto per non farvi andar fuori a spendere. Fate che si possa continuare a lavorare grazie a voi”.

LEONARDO FLORIO

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